È la regina indiscussa dell’omeopatia. La crisi di questo mercato, però, legata soprattutto a decisioni del governo francese che hanno tolto la rimborsabilità ai medicinali omeopatici, ha costretto Boiron a rivedere le strategie e riposizionarsi. In quale direzione? Quella degli integratori alimentari, in cui prevede la maggior crescita nei prossimi anni.
Ne abbiamo parlato con Valérie Lorentz-Poinsot (Foto), direttore Generale del Gruppo Boiron da quando, nel 2019, Christian Boiron, erede dei fondatori, ha lasciato la guida dell’azienda.
Sono stati recentemente pubblicati su Foods e Nutrients due nuovi lavori realizzati nell’ambito del progetto Flip (Food labeling of italian products), coordinato dal gruppo “Giovani” della Società italiana di nutrizione umana (Sinu), con il supporto scientifico di Nicoletta Pellegrini dell’Università di Udine. Obiettivo del progetto è valutare la qualità nutrizionale dei prodotti delle più svariate categorie venduti sul mercato della grande distribuzione mediante semplice raccolta delle informazioni poste sulla confezione, che vanno dall’etichetta nutrizionale ai vari messaggi o claim.
In Paesi come India, Pakistan, Thailandia, Filippine e Hawaii è facile imbattersi in coltivazioni di Moringa (Moringa oleifera), comunemente chiamata albero di Drumstick, Ben Oil o Rafano, un ortaggio noto anche per il suo ruolo fitoterapico. L'importanza di questa pianta nelle formulazioni ayurvediche, Unani, Siddha e nelle medicine popolari è convalidata attraverso l'Indian medicinal plant database e il suo primo uso è quello di integratore nutrizionale: contiene proteine digeribili, ferro, magnesio, calcio, vitamine (B6, B2 e C) e carotenoidi ed è una delle fonti naturali più ricche di provitamina A.
Mezzo miliardo di donne in età fertile nel mondo. In Italia tre persone su dieci, soprattutto donne. Sono i numeri dell’anemia, una delle principali sfide per la salute pubblica, al punto che l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) si è data come obiettivo la riduzione del 50% tra le donne in età riproduttiva entro il 2025, considerato il grave rischio che ciò comporta per la salute in gravidanza e per quella del nascituro.