Un settore in grande ascesa, che nel 2021 ha raggiunto i 4 miliardi di euro di fatturato (con una crescita media del +8,2% dal 2014 ad oggi) e che nei primi 7 mesi del 2022 ha fatto registrare già un ulteriore aumento del +8,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
È ormai evidenza che gli stili alimentari plant-based siano quelli associati a minor rischio di malattie cardiovascolari, ma siamo ancora lontani dall’avere informazioni precise su quantità e frequenza ottimale di ciascun gruppo di alimenti che si ritrovano in questo tipo di diete.
Lo scorso 11 febbraio si è tenuto, presso l’Ospedale San Raffaele di Milano, un incontro organizzato dalla struttura sanitaria in collaborazione con l’associazione pazienti Amici Onlus e il supporto non condizionato di Nestlé Health Science per discutere di suggerimenti volti a una migliore gestione della malattia di Crohn, con speciale attenzione al tema della nutrizione e della dieta.
Un’integrazione di Vitamina D personalizzata sulla base dell’indice di massa corporea (Bmi). A suggerirlo, uno studio da poco pubblicato su Jama network open, sottoanalisi del Vital, ampia ricerca clinica statunitense condotta dal Brigham and women's hospital per testare la capacità di integratori a base di Vitamina D/Omega-3 di ridurre il rischio di cancro o malattie cardiovascolari.