Non più soltanto prevenzione, ma una vera componente della terapia. È il ruolo che la nutrizione sta assumendo sempre più nella gastroenterologia pediatrica, dalla steatosi epatica associata all'obesità alle malattie infiammatorie croniche intestinali. Al XXXIII Congresso nazionale Sigenp (Società italiana di gastroenterologia, epatologia e nutrizione pediatrica), tenutosi di recente a Genova, il focus è stato sulla possibilità di intervenire attraverso alimentazione e strategie nutrizionali per modificare il decorso della malattia già in età evolutiva.

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Il morbo di Crohn (Cd) è una malattia infiammatoria intestinale immuno-mediata complessa, caratterizzata da una patogenesi multifattoriale che include la predisposizione genetica, la disregolazione immunitaria e i fattori ambientali. Tra questi, i modelli dietetici hanno recentemente guadagnato crescente attenzione per il loro potenziale impatto, sia in termini di benefici che di rischi, sui pazienti. Mentre la terapia nutrizionale è da tempo riconosciuta come un’opzione efficace nella popolazione pediatrica, il suo ruolo negli adulti è rimasto meno definito. Tuttavia, nuove evidenze indicano che le strategie nutrizionali stanno emergendo come un approccio sicuro e prezioso per indurre la remissione clinica e migliorare la qualità della vita nei pazienti adulti con Cd da lieve a moderato, come di recente evidenziata da una review pubblicata su Nutrients.

Una recente review pubblicata su Nutrients ha preso in esame le lacune nella conoscenza nutrizionale dei pazienti con Malattie infiammatorie croniche intestinali (Mici), evidenziando come spesso le decisioni dietetiche si basino su credenze personali anziché su evidenze scientifiche, portando così a inutili restrizioni alimentari e al rischio di malnutrizione. A parlarcene, Eleonora Ribaudi, dipartimento di Scienze mediche e chirurgiche, Uoc Medicina Interna e Gastroenterologia, Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs di Roma e coordinatrice del lavoro.

Malnutrizione e sarcopenia sono frequenti nei pazienti ambulatoriali affetti da Malattie infiammatorie croniche dell’intestino (Mici), con rischio di esiti negativi quali, tra gli altri, minor risposta alle terapie e maggior rischio di ricoveri. Un recente studio pubblicato su Nutrients sottolinea l’importanza, di valutare regolarmente lo stato nutrizionale dei pazienti. Ne parliamo con Simone Saibeni, responsabile S.S. “Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali, Uo di Gastroenterologia, Ospedale di Rho - Asst Rhodense, Milano, coordinatore della ricerca.

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