Sono vescicole di dimensioni nanometriche, rilasciate nell'ambiente extracellulare da tutte le cellule, comprese quelle delle piante. La funzione è quella di connettere tra loro cellule, apparati e organismi, della stessa specie o di specie differenti. Si tratta dei cosiddetti esosomi o vescicole extracellulari (Evs) neo-candidati quali trasportatori naturali di sostanze e allo studio anche in ambito nutraceutico: in base al contenuto, infatti, sono stati creati dei mix di esosomi da frutti e vegetali che contengono bioattivi specifici. L’argomento è stato al centro della relazione di Stefano Fais, direttore scientifico ExoLabItalia, nel corso del recente congresso Sinut (Società italiana di nutraceutica) di Bologna.

Sulla base delle attuali linee guida per la gestione dell’ipertensione, le modifiche dello stile di vita e della dieta sono considerate come strategie di prima linea e tra le indicazioni pratiche un ruolo importante è attribuito alle fibre alimentari, ma senza spesso entrare nello specifico di quali.  Le fibre alimentari sono generalmente distinte in due tipi in base alla loro solubilità - solubile e insolubile - e alle loro proprietà fisico-chimiche.

Oltre un italiano su due controlla il proprio peso mensilmente o quasi (54,1 per cento) e circa uno su quattro con una regolarità almeno settimanale (23,8 per cento), eppure quasi 20 milioni di italiani conducono una vita sedentaria, solo il 5 per cento consuma le 5 porzioni al giorno di frutta e verdura raccomandate dall’Oms e l’obesità è cresciuta oltre l’11 per cento.

In collaborazione con Yakult Italia

Da tempo si indagano gli effetti dei probiotici sul sistema immunitario. In particolare, sotto la lente dei ricercatori si sono finite le interazioni tra alcuni ceppi e componenti della risposta immune, dai processi di fagocitosi, alla produzione di immunoglobuline e citochine. Su questo fronte, un gruppo di scienziati inglesi ha voluto verificare gli effetti di una bevanda a base di latte fermentato con L. casei Shirota (LcS) sulla funzione immunitaria in una popolazione di adulti sani, non immunocompromessi, mettendo in evidenza un’azione favorente l’attività di alcune cellule della popolazione linfocitaria T e di alcune citochine antinfiammatorie. I risultati sono stati pubblicati sull’European journal of nutrition.

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