Mantenere il peso dopo un percorso di dimagrimento rappresenta una delle principali sfide nella gestione del sovrappeso e dell'obesità. Un nuovo studio clinico randomizzato e controllato pubblicato su Nature Medicine ha valutato l'efficacia della supplementazione quotidiana con Akkermansia muciniphila MucT pastorizzata durante la fase di mantenimento del peso, mostrando risultati promettenti.
L’obesità e il sovrappeso rappresentano fattori che possono compromettere le probabilità di guarigione delle pazienti affette da tumore al seno. Tuttavia, nuove analisi di due importanti studi internazionali, l'Aphinity e il Gim2, offrono indicazioni fondamentali su come ottimizzare le strategie di cura, in particolare attraverso l'uso di regimi chemioterapici intensivi. Questi dati, discussi d recente in una sessione speciale al congresso della Società europea di oncologia medica (Esmo) a Berlino, chiariscono il complesso rapporto tra eccesso di peso e risposta alla terapia.
L'obesità può complicare l'approccio alla supplementazione di vitamina D, una componente cruciale per la densità ossea e la prevenzione delle cadute in pazienti con osteoporosi. Come sottolineato di recente a Orlando, nel corso del meeting annuale dell'American association of clinical endocrinology da Bess Dawson-Hughes, del Jean Mayer Usda Human nutrition research center on aging presso la Tufts University di Boston "la gestione della vitamina D in pazienti con obesità è diversa da quella in pazienti non obesi. Le concentrazioni sieriche di 25-idrossivitamina D sono spesso basse in questi soggetti. Ciò ha probabilmente una genesi multifattoriale, che include insufficiente apporto alimentare di vitamina D, ridotta esposizione al sole, diminuita attività della 25-idrossilasi e cambiamenti nel microbiota intestinale, che hanno dimostrato di influenzare l'assorbimento della vitamina D".
La composizione corporea in soggetti obesi o in sovrappeso varia in funzione dell’età e del genere. Alla luce di ciò, l’Indice di massa corporea (Bmi) si rivela un indicatore obsoleto e fuorviante e sono necessarie ricerche future per identificare nuovi strumenti in grado di monitorare tali cambiamenti in questa specifica popolazione. Queste le conclusioni di uno studio osservazionale pubblicato su Nutrients e condotto da un gruppo di ricerca guidato da Laura Di Renzo, direttore della scuola di specializzazione in Scienza dell’alimentazione e preside della facoltà di Farmacia dell’Università Tor Vergata di Roma.