Nonostante siano noti i benefici della dieta mediterranea, in termini di riduzione di mortalità e patologie cardiovascolari, il prevalente modello occidentale di alimentazione sta allontanando un numero sempre più ampio della popolazione dalle raccomandazioni nutrizionali delineate e condivise in tutto il mondo dal fisiologo statunitense Ancel Keys, autore del celebre “Seven Countries Study”. Una possibile soluzione alle conseguenze negative di questa tendenza può derivare dal ricorso alla “nutraceutica mediterranea”, tema di un interessante simposio che si è tenuto a Milano nel corso della recente edizione di “Spazio Nutrizione”.
Consegnato a Donatella Tomaselli, dietista, il premio Yakult “Science for Health Award”. La cerimonia di premiazione si è tenuta nei giorni scorsi a Salerno, durante il XX congresso nazionale Adi (Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica).
“L'eterogeneità dei pazienti obesi è particolarmente evidente nella risposta agli interventi quali diete, farmaci, dispositivi e interventi chirurgici. La novità è di aver catalogato l'obesità in quattro fenotipi, ossia il complesso delle caratteristiche di un organismo che risultano dall'interazione fra la sua costituzione genetica e l'ambiente”. Così Maurizio Muscaritoli, presidente della Società italiana di nutrizione clinica, nel corso del recente congresso nazionale tenutosi a Roma.
Il VI Congresso nazionale della Società italiana di nutrizione clinica (Sinuc), svoltosi di recente a Roma, ha puntato i fari sulle problematiche nutrizionali dei pazienti con malattia renale cronica o già in dialisi.