-->

Influenza degli alimenti sulla funzione tiroidea

06 Dicembre 2024

Gli ormoni tiroidei regolano numerose funzioni vitali, come quelle cardiovascolare, respiratoria, metabolica, muscolare, scheletrica, gonadica e di controllo della crescita e dello sviluppo.

Le tappe fondamentali della sintesi degli ormoni tiroidei sono schematizzate nella Tabella 1. L’assunzione cronica di alcune sostanze contenute in alimenti, farmaci o nutraceutici potrebbe alterare la funzione tiroidea interferendo con una o più fasi descritte in Tabella 1.

Tabella 1

Lo iodio è un elemento fondamentale per la sintesi degli ormoni tiroidei e un suo stato carenziale si associa a ipotiroidismo, con possibili gravi conseguenze per la salute [1,2,3]. Il fabbisogno giornaliero di iodio è pari a 150 µg, ma è maggiore durante l’infanzia, l’adolescenza, la gravidanza e l’allattamento (fino a 200-250 µg/die) [4].

Lo iodio è contenuto in numerosi alimenti che includono pesce azzurro, crostacei e molluschi (fino a 100 µg per 100 g di alimento non cotto). Hanno un contenuto di iodio inferiore uova (fino a 50 µg/100 g), carni e derivati (fino a 30 µg/100 g), legumi, cereali, e vegetali (<20 µg/100 g). Il contenuto di iodio presente negli alimenti si riduce con la cottura (dal 20 al 50%) [5].

Una dieta regolare non apporta comunemente più della metà del fabbisogno giornaliero stimato di iodio e, quindi, è frequente uno stato carenziale di iodio [6]. Bambini, adolescenti, donne in gravidanza o in allattamento e i vegani sono le persone più a rischio e, pertanto, dovrebbero assumere una regolare supplementazione di iodio. La fortificazione degli alimenti mediante l’aggiunta di iodio è la migliore strategia di iodio-profilassi. L’uso del sale iodato a scopo profilattico è stato introdotto in Italia nel 1972 su base volontaria. La concentrazione di iodio contenuta nel sale iodato è stata originariamente fissata a 15 g/kg e successivamente raddoppiata (1991). Un consumo giornaliero abituale di sale pari a 5 g corrisponderebbe a un’assunzione di iodio pari a 150 µg. Integratori alimentari a base di iodio sono un’alternativa alla iodio-profilassi con sale iodato.

È bene prestare attenzione anche a un’eccessiva esposizione allo iodio, che potrebbe innescare o slatentizzare alterazioni della funzione tiroidea in soggetti predisposti, sia a breve [7] che a lungo termine [8]. Un’esposizione prolungata, anche inconsapevole, a taluni alimenti, nutraceutici e farmaci che contengono quantità molto elevate di iodio espone l’individuo ad un carico di iodio potenzialmente pericoloso per la salute tiroidea. Questo è il caso del fucus (alga marina) e di suoi estratti presenti in molti prodotti di cosmesi, dell’amiodarone, di mezzi di contrasto iodati (somministrati in occasione di esami radiologici). Prima e durante dell’esposizione a tali sostanze o farmaci è bene effettuare un check-up tiroideo.

Un altro elemento importante per un corretto funzionamento della tiroide è il selenio. Il selenio svolge il ruolo di cofattore necessario per l’attività delle desiodasi, enzimi deputati alla conversione della tiroxina (T4) in tri-iodiotironina (T3), ossia la forma biologicamente attiva dell’ormone [9]. Il selenio svolge anche una funzione antiossidante essendo il cofattore delle cosiddette “selenio-proteine” come l’enzima glutatione perossidasi [10]. Il selenio ha effetti anti-infiammatori e immunomodulatori come dimostrato in pazienti con tiroidite di Hashimoto, malattia di Graves ed oftalmopatia Basedowiana [11,12,13]. Il selenio è contenuto in numerosi alimenti quali frattaglie (20 – 150 µg/100 g), crostacei e molluschi (fino a 50 – 55 µg/100 g) e carni (fino a 20 µg/100 g). Fonti minori di selenio sono frutta secca, cereali e legumi (<15 µg/100 g) [14]. La dose giornaliera raccomandata è di 55 µg, ma il fabbisogno di selenio aumenta in gravidanza e durante l’allattamento.

Ferro, rame, zinco, magnesio, vitamina D, A e B12 sono altri importanti oligoelementi a sostegno della fisiologica sintesi di ormoni tiroidei e potrebbero svolgere un ruolo determinante nella prevenzione di processi autoimmunitari tiroidei. Questi nutrienti sono contenuti in numerosi alimenti di origine animale quali carni, latte e derivati, uova, ma anche cereali ed alcune varietà di vegetali, incluse le brassicacee. Anche alterazioni della flora batterica intestinale possono essere responsabili di disfunzione tiroidea attraverso meccanismi autoimmunitari, riduzione dell’assorbimento di micronutrienti ed alterazioni epigenetiche [15].

Esistono infine sostanze che possono ostacolare la sintesi degli ormoni tiroidei, interferendo con il metabolismo dello iodio e inducendo ipotiroidismo primario. Tali sostanze sono dette gozzigene perché possono causare un aumento del volume tiroideo e includono perclorati, litio, composti organici solforati (tiocianati, iso-tiocianati), ftalati, idrocarburi policiclici aromatici ed isoflavoni [16,17]. Tali sostanze si formano spontaneamente nell’ambiente oppure sono il risultato dell’attività produttiva industriale e sono presenti nelle brassicacee (cavoli, broccoli, cavolfiori, rape), nella soia e suoi derivati, frutta proveniente da terreni arricchiti di perclorati (albicocche, cantalupi, frutti rossi) [18].

Un consumo abituale di tali sostanze non si associa, di solito, ad alterazione significativa della funzione tiroidea salvo in casi particolari, come nei pazienti ipotiroidei e in condizioni di aumentato fabbisogno iodico.

Giuseppe Lisco

Dipartimento Interdisciplinare di Medicina, Scuola di Medicina, Università degli Studi di Bari

Bibliografia

  1. Wan S, Jin B, Ren B, Boah M, Shen H. Relationship between mild iodine deficiency in pregnant women and thyroid function: A meta-analysis. J Trace Elem Med Biol. 2023 Jul;78:127197. doi: 10.1016/j.jtemb.2023.127197.
  2. Levie D, Korevaar TIM, Bath SC, Murcia M, Dineva M, Llop S, Espada M, van Herwaarden AE, de Rijke YB, Ibarluzea JM, Sunyer J, Tiemeier H, Rayman MP, Guxens M, Peeters RP. Association of Maternal Iodine Status With Child IQ: A Meta-Analysis of Individual Participant Data. J Clin Endocrinol Metab. 2019 Dec 1;104(12):5957-5967. doi: 10.1210/jc.2018-02559.
  3. Bougma K, Aboud FE, Harding KB, Marquis GS. Iodine and mental development of children 5 years old and under: a systematic review and meta-analysis. Nutrients. 2013 Apr 22;5(4):1384-416. doi: 10.3390/nu5041384. Erratum in: Nutrients. 2014 Dec;6(12):5770-1.
  4. EFSA NDA Panel (EFSA Panel on Panel on Dietetic Products Nutrition and Allergies), 2014. Scientific Opinion on Dietary Reference Values for iodine. EFSA Journal 2014; 12(5):3660, 57 pp. doi:10.2903/j.efsa.2014.3660
  5. LARN – Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed Energia per la popolazione italiana IV Revisione, 2° ristampa – Dicembre 2016, pagg 517, 518.
  6. Lisco G, De Tullio A, Triggiani D, Zupo R, Giagulli VA, De Pergola G, Piazzolla G, Guastamacchia E, Sabbà C, Triggiani V. Iodine Deficiency and Iodine Prophylaxis: An Overview and Update. 2023 Feb 16;15(4):1004. doi: 10.3390/nu15041004.
  7. Lisco G, Accardo G, Pupilli C, Malandrino P, De Geronimo V, Triggiani V. Perchlorates in the treatment of hyperthyroidism and thyrotoxicosis: a comprehensive review. Endocrine. 2024 Jul;85(1):1-10. doi: 10.1007/s12020-023-03679-y.
  8. Zhang X, Zhang F, Li Q, Aihaiti R, Feng C, Chen D, Zhao X, Teng W. The relationship between urinary iodine concentration and papillary thyroid cancer: A systematic review and meta-analysis. Front Endocrinol (Lausanne). 2022 Oct 31;13:1049423. doi: 10.3389/fendo.2022.1049423.
  9. Ventura M, Melo M, Carrilho F. Selenium and Thyroid Disease: From Pathophysiology to Treatment. Int J Endocrinol. 2017;2017:1297658. doi: 10.1155/2017/1297658..
  10. Zhang F, Li X, Wei Y. Selenium and Selenoproteins in Health. Biomolecules. 2023 May 8;13(5):799. doi: 10.3390/biom13050799.
  11. Gärtner R, Gasnier BC, Dietrich JW, Krebs B, Angstwurm MW. Selenium supplementation in patients with autoimmune thyroiditis decreases thyroid peroxidase antibodies concentrations. J Clin Endocrinol Metab. 2002 Apr;87(4):1687-91. doi: 10.1210/jcem.87.4.8421.
  12. Bahn RS. Graves' ophthalmopathy. N Engl J Med. 2010 Feb 25;362(8):726-38. doi: 10.1056/NEJMra0905750.
  13. Marcocci C, Kahaly GJ, Krassas GE, Bartalena L, Prummel M, Stahl M, Altea MA, Nardi M, Pitz S, Boboridis K, Sivelli P, von Arx G, Mourits MP, Baldeschi L, Bencivelli W, Wiersinga W; European Group on Graves' Orbitopathy. Selenium and the course of mild Graves' orbitopathy. N Engl J Med. 2011 May 19;364(20):1920-31. doi: 10.1056/NEJMoa1012985.
  14. LARN – Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed Energia per la popolazione italiana IV Revisione, 2° ristampa – Dicembre 2016, pagg 559, 560.
  15. Shulhai AM, Rotondo R, Petraroli M, Patianna V, Predieri B, Iughetti L, Esposito S, Street ME. The Role of Nutrition on Thyroid Function. Nutrients. 2024 Jul 31;16(15):2496. doi: 10.3390/nu16152496.
  16. Gaitan E. Goitrogens. Baillieres Clin Endocrinol Metab. 1988 Aug;2(3):683-702. doi: 10.1016/s0950-351x(88)80060-0.
  17. Doerge DR, Sheehan DM. Goitrogenic and estrogenic activity of soy isoflavones. Environ Health Perspect. 2002 Jun;110 Suppl 3(Suppl 3):349-53. doi: 10.1289/ehp.02110s3349.
  18. Lisco G, De Tullio A, Giagulli VA, De Pergola G, Triggiani V. Interference on Iodine Uptake and Human Thyroid Function by Perchlorate-Contaminated Water and Food. Nutrients. 2020 Jun 4;12(6):1669. doi: 10.3390/nu12061669.

 

 

Top
Questo sito utilizza i cookies, che consentono di ottimizzarne le prestazioni e di offrire una migliore esperienza all'utente. More details…