Il consumo di caffeina non solo non espone al rischio di aritmie ma, al contrario, può anche sorprendentemente, rivelarsi un fattore protettivo. Questo quanto emerge da uno studio prospettico condotto da un gruppo di ricercatori americani e pubblicato di recente su Jama internal medicine.

 

Non esistono a oggi elementi per ritenere che l’aumento del rischio di fibrillazione atriale possa riguardare anche le persone sane che utilizzano integratori di Omega-3.
Così Integratori Italia, associazione che rappresenta l’industria del settore in seno a Union Food, afferente a Confidustria, sottolinea in un comunicato emesso dopo la pubblicazione sull’European heart journal – Cardiovascular pharmacotherapy, nei giorni scorsi, di una metanalisi in cui si evidenziava il rischio di comparsa di fibrillazione atriale con l’impiego di integratori a base di olio di pesce.

Con l’impiego di Omega-3 aumenta il rischio di fibrillazione atriale (Fa) nei pazienti dislipidemici o già cardiopatici. Questo il responso di una metanalisi di trial clinici randomizzati pubblicata nei giorni scorsi sull’European heart journal - Cardiovascular pharmacotherapy, rivista della Società europea di cardiologia.

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