Crescono le evidenze a supporto dei benefici che una supplementazione di corpi chetonici può apportare in soggetti cardiopatici. È dei giorni scorsi, infatti, la pubblicazione di una review sul Journal of the american college of cardiology che ha preso in rassegna i dati più recenti sul tema.  Gli Autori hanno valutato i vantaggi terapeutici sul profilo cardiovascolare dell'aumento dei livelli di chetoni circolanti determinato da  diversi approcci.

La loro popolarità è in crescita, in particolare tra chi ha l’obiettivo di perdere peso. Un gruppo di clinici americani, però, ne ha voluto verificare, sulla base dei dati oggi disponibili, l’effetto su indici metabolici legati al rischio cardiovascolare. Parliamo della dieta chetogenica e del digiuno intermittente, oggetto di una review da poco pubblicata sull’American journal of medicine. Obiettivo degli autori era raccogliere informazioni e indicazioni sulla base di quanto a oggi noto in merito all’effetto dei due approcci dietetici su obesità, dislipidemia, ipertensione e glicemia.

I corpi chetonici come possibile terapia contro Covid-19, influenza e altre malattie respiratorie. Un’ipotesi suggerita da un gruppo di lavoro del Buck institute for research on aging, con sede a Novato, in California, sulla base di una review pubblicata da Med, rivista del gruppo Cell Press.

Negli ultimi decenni, diete a basso contenuto di carboidrati (Lcd) e chetogeniche (Kd) sono diventati metodi ampiamente conosciuti e popolari per perdere peso, ma prove crescenti suggeriscono cautela, specialmente quando queste diete sono seguite per lunghi periodi di tempo, da individui di età molto giovane o con determinate malattie.

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