Efsa: stop alle valutazioni sul cannabidiolo come nuovo alimento in attesa di nuovi dati

22 Giugno 2022

Gli esperti scientifici dell’Efsa non sono attualmente in grado di stabilire la sicurezza del cannabidiolo (Cbd) come nuovo alimento, considerate le carenze nei dati e le incertezze circa i potenziali pericoli connessi all’assunzione di Cbd. Questo il parere dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare, espresso nei giorni scorsi su sollecitazione della Commissione europea.

Il cannabidiolo è una sostanza che può essere sia ottenuta da piante di Cannabis sativa L. sia sintetizzata chimicamente. La Commissione europea ritiene che il Cbd possa rientrare tra i nuovi alimenti, purché soddisfi le condizioni previste dalla legislazione dell’Ue riguardante i nuovi alimenti. A seguito della presentazione di numerose richieste di autorizzazione per il Cbd, a norma del regolamento relativo ai nuovi alimenti, la Commissione ha perciò chiesto all’Efsa di formulare un parere in merito alla sicurezza del consumo di Cbd per l'uomo. Il gruppo di esperti scientifici dell’Efsa sulla nutrizione, i nuovi alimenti e gli allergeni alimentari (Nda) ha ricevuto 19 richieste di valutazione relative al Cbd come nuovo alimento e molte altre sono attese.

Dominique Turck, presidente del gruppo di esperti Nda, ha così dichiarato: “Abbiamo individuato diversi pericoli connessi all’assunzione di Cbd e abbiamo stabilito che le numerose carenze nei dati relativi agli effetti sulla salute vadano colmate prima di poter procedere alle valutazioni. È importante, però, sottolineare fin d’ora che non abbiamo concluso che il Cbd non sia sicuro come alimento”.

Secondo Efsa, i dati relativi agli effetti del Cbd su fegato, tratto gastrointestinale, sistema endocrino, sistema nervoso e benessere psicologico della persona non sono sufficienti. Studi sugli animali, poi, mostrano eventi avversi significativi soprattutto sulla funzione riproduttiva. “È importante accertare se tali effetti vengano rilevati anche nell'uomo”, afferma Efsa in un comunicato”.

Così Ana Afonso, responsabile dell’unità Nutrizione e innovazione alimentare presso di Efsa: “Sospendere la valutazione di un nuovo alimento non è un fatto raro se le informazioni sono lacunose. Il compito di colmare le carenze nei dati spetta ai richiedenti. Stiamo collaborando con loro per spiegare in che modo poter fornire informazioni supplementari che contribuiscano a risolvere le incertezze”.

Dando seguito alla questione, l’Efsa terrà una sessione informativa rivolta a tutti i soggetti interessati alla questione e, più in generale, ai nuovi alimenti. L’evento si terrà online il 28 giugno. Le iscrizioni sono già aperte. (n.m.)

 

 

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