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L’effetto cardioprotettivo dei legumi

20 Febbraio 2023

È ormai evidenza che gli stili alimentari plant-based siano quelli associati a minor rischio di malattie cardiovascolari, ma siamo ancora lontani dall’avere informazioni precise su quantità e frequenza ottimale di ciascun gruppo di alimenti che si ritrovano in questo tipo di diete.

Un ruolo determinante è giocato dai legumi, per una serie di proprietà: alto contenuto proteico, fonti di fibre, minerali essenziali come magnesio, potassio, ferro e zinco, vitamine del gruppo B e altri composti bioattivi, naturalmente a basso contenuto di grassi saturi e fonti di carboidrati a basso indice glicemico.

Una recente metanalisi che aveva l’obiettivo di migliorare la conoscenza della relazione tra l'assunzione di 12 principali gruppi alimentari (cereali integrali, cereali raffinati, verdure, frutta, noci, legumi, uova, latticini, pesce, carne rossa, carne lavorata e bevande zuccherate) e il rischio di malattia coronarica, ictus e insufficienza cardiaca, ha mostrato un’associazione inversa tra assunzione di leguminose e rischio di malattia cardiovascolare. Questa relazione è stata ulteriormente evidenziata dall'analisi dose-risposta, in cui si è osservata un'associazione protettiva con 100 g/settimana (circa una porzione di legumi cotti a settimana) associati a una riduzione del 9% del rischio di malattia.

I fitosteroli presenti nei legumi hanno mostrato associazioni inverse con le concentrazioni di colesterolo totale, triacilglicerolo e colesterolo Ldl e un'associazione positiva con le concentrazioni di colesterolo Hdl nelle analisi aggregate degli studi di intervento.

Inoltre, ricerche precedenti hanno anche mostrato effetti benefici dal consumo di legumi nei livelli di apoliproteina B, un fattore causale dell'aterosclerosi e un importante biomarcatore del rischio cardiovascolare.

Tanti lavori negli ultimi anni hanno affrontato l'associazione tra consumo di legumi ed esiti cardiovascolari, indicando sempre un potenziale modello benefico per livelli di assunzione più elevati, ma le metanalisi non hanno differenziato tra legumi di soia e non, che differiscono per la loro composizione nutrizionale poiché i derivati della soia si distinguono per il loro alto contenuto di grassi e isoflavoni.

Una revisione aggiornata del 2019 ha tenuto conto di queste due famiglie e nell'analisi stratificata per sottotipi di leguminose, solo i legumi non di soia sono stati associati a un minor rischio di diabete di tipo 2. Al contrario, il consumo di soia sembra non influenzare i marcatori di controllo glicemico.

Nel 2023 è stata pubblicata una revisione sistematica e una metanalisi dose-risposta per riassumere le evidenze sull'associazione tra l'assunzione di leguminose e il rischio cardiovascolare e per identificare i livelli di assunzione ottimali per un ridotto rischio di malattia. L'associazione è diventata più forte con l'aumento dell'assunzione e sembrava stabilizzarsi a circa 400 g/settimana. Questi risultati sono rimasti dopo l'esclusione degli studi comprendenti soia e prodotti a base di soia nella loro definizione di leguminose, suggerendo che l'effetto protettivo osservato sia indipendente da questo singolo sottotipo di leguminose.

Per le malattie cardiovascolari, è stata osservata una riduzione del rischio del 6% tra gli individui con la più alta assunzione di legumi e l’analisi dose-risposta ha anche rivelato l'associazione inversa, con ogni aumento aggiuntivo di 100 g/settimana nell'assunzione di legumi con conseguente associazione inversa più forte.

Tenendo conto della relazione osservata, un'assunzione di legumi di 400 g (quattro porzioni di legumi cotti) a settimana sembra quindi essere associata al più alto livello di beneficio cardiovascolare. È interessante notare che gli autori del lavoro non abbiano trovato alcuna associazione tra assunzione di legumi e ictus.

Silvia Ambrogio

Bibliografia

  • Intake of legumes and cardiovascular disease: A systematic review and dose e response meta-analysis. Nutrition, Metabolism & Cardiovascular Diseases (2023) 33, 22e37.
  • Food groups and risk of coronary heart disease, stroke and heart failure: a systematic review and dose-response meta-analysis of prospective studies. Crit Rev Food Sci Nutr. 2019; 59: 1071-1090.
  • A comprehensive meta-analysis on evidence of Mediterranean diet and cardiovascular disease: are individual components equal?. Crit Rev Food Sci Nutr. 2017; 57: 3218-3232.
  • Legume consumption and CVD risk: a systematic review and meta-analysis. Publ Health Nutr. 2017; 20: 245-254.
  • Legume consumption and cardiometabolic health. Adv Nutr. 2019; 10: S437-S450.
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