La dose giornaliera di Vitamina C raccomandata dall’Organizzazione mondiale della sanità è totalmente sottostimata e va rivista secondo le indicazioni negli ultimi anni suggerite dalle più importanti società di nutrizione umana americane ed europee. Il monito giunge dalle colonne dell’American journal of nutrition, in virtù di un’analisi statistica dei dati di una ricerca del 1944, considerata la base delle indicazioni dell’Oms.

La salute delle ossa dipende anche dalla vitamina C. A confermarlo, una review appena pubblicata su Nutrients e condotta da un gruppo di ricerca di Pavia. Prima firma, Mariangela Rondanelli, endocrinologa e docente di Scienze e tecniche dietetiche all’Università di Pavia.

La pandemia in corso ha dato una spinta rilevante al mercato delle vitamine che, nel 2020, ha raggiunto un valore di 545,6 milioni di euro (valore prezzo al pubblico), in crescita del 22,1% rispetto all’anno precedente, secondo quanto comunicato in questi giorni da Iqvia, il provider globale di dati, analisi, consulenza e tecnologie innovative in ambito farmaceutico.

Un’integrazione con zinco e/o vitamina C non aiuta a ridurre i sintomi di Covid-19. Questi i risultati di uno studio randomizzato, in aperto, condotto su un gruppo di 214 pazienti positivi al tampone molecolare e pubblicato di recente su Jama network open.

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