Bassi livelli di vitamina D potrebbero essere predittivi di maggior dolore post-operatorio in seguito a intervento di protesi al ginocchio nelle donne in menopausa. Questi i risultati di uno studio clinico retrospettivo, pubblicati online su Menopause, la rivista della North american menopause society (Nams).
Un manuale dedicato alle donne per divulgare i concetti della scienza della nutrizione e tradurli in consigli pratici e utili per coltivare il proprio benessere. Questo vuole essere Nutrizione al femminile. Guida pratica ad una sana alimentazione e a corretti stili di vita ad ogni età della donna (S. Bianchi, D. Lateana; OM Editore; 160 pp.; € 15), un testo che passa in rassegna tutti i periodi della vita della donna: gravidanza, allattamento, infanzia, adolescenza, età fertile, menopausa e infine la senilità.
L’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha bocciato il biossido di titanio (E171), uno degli additivi contenuti in diversi prodotti alimentari molto diffusi come caramelle e dolci. L’elemento critico sono i timori di genotossicità connessi all’ingestione di particelle di biossido di titanio. “Poiché la genotossicità può avere effetti cancerogeni, è essenziale valutare il potenziale effetto genotossico di una sostanza per trarre conclusioni sulla sua sicurezza”, sottolinea Efsa. “Dopo l'ingestione, l'assorbimento di particelle di biossido di titanio è basso, tuttavia esse possono accumularsi nell'organismo umano”.
Non esistono a oggi elementi per ritenere che l’aumento del rischio di fibrillazione atriale possa riguardare anche le persone sane che utilizzano integratori di Omega-3.
Così Integratori Italia, associazione che rappresenta l’industria del settore in seno a Union Food, afferente a Confidustria, sottolinea in un comunicato emesso dopo la pubblicazione sull’European heart journal – Cardiovascular pharmacotherapy, nei giorni scorsi, di una metanalisi in cui si evidenziava il rischio di comparsa di fibrillazione atriale con l’impiego di integratori a base di olio di pesce.