Il Lactobacillus rhamnosus GG (LGG), è stato isolato da campioni fecali di un adulto umano sano da Sherwood Gorbach e Barry Goldwin (così si spiegano le tipiche lettere del cognome GG) e brevettato nel 1989. È stato identificato come un potenziale ceppo probiotico per la sua resistenza agli acidi e alla bile, buone caratteristiche di crescita e capacità di adesione allo strato epiteliale intestinale. Da allora, è stato uno dei ceppi probiotici più studiati e i suoi effetti benefici sono stati ampiamente documentati nell’adulto e nel bambino.

Le diete che privilegiano frutta, verdura, latticini (preferibilmente non scremati), frutta secca, legumi e pesce sono associate a un minor rischio di malattie cardiovascolari e morte prematura in tutte le regioni del mondo. Queste le conclusioni di uno studio pubblicato di recente sull’European heart journal.

Una ricerca, coordinata dall’Università degli studi di Milano, in collaborazione con l’Institute for Research in Biomedicine di Bellinzona, ha scoperto che l’acido ellagico, una sostanza naturale presente in molta frutta (noci, frutti di bosco, lamponi, uva, melagrana, pistacchi e anacardi) e verdura, limita la formazione di biofilm, una “maglia” che protegge i microorganismi da situazioni avverse, aprendo prospettive di ricerca su infezioni resistenti agli antibiotici.

È un polifenolo presente, tra l’altro, nella buccia dell’uva rossa, cui dà il colore, e che sta catturando l’attenzione dei ricercatori per le sue proprietà antiossidanti e antinfiammatorie che la rendono un potenziale ingrediente per la formulazione di integratori specifici. Parliamo della malvidina, antocianina oggetto di una review da poco pubblicata su Nutrients che ne ha preso in esame le evidenze rispetto all’azione su diversi ambiti clinici.

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