Nutrizione clinica, Adi: più strutture pubbliche per dare risposte ai pazienti

21 Ottobre 2023

“Mentre istituzioni, società scientifiche, associazioni e accademici professano l’importanza della Nutrizione clinica e della corretta alimentazione, i pazienti continuano a non ricevere risposte in termini di strutture, professionisti e informazione e i casi di malnutrizione continuano ad aumentare. È arrivato il momento che tutti gli attori scientifici, società e associazioni pazienti, si impegnino in un accordo corale per chiedere alle istituzioni che venga fatto ordine nella definizione dei ruoli professionali, nella costituzione delle unità operative di nutrizione in tutte le strutture sanitarie pubbliche e nel potenziamento dell’offerta formativa delle scuole di specializzazione”.

Così l’Adi (Associazione italiana di dietetica e nutrizione) ha chiamato a raccolta le società scientifiche che si occupano di nutrizione e non e le associazioni pazienti, in due tavole rotonde tenutesi durante il suo 20° congresso nazionale svoltosi di recente a Salerno, per chiedere loro di sottoscrivere un accordo vincolante interdisciplinare in cui si impegnano a trovare una congiunzione tra le diverse branche medico chirurgiche per definire oltre che i ruoli e le competenze degli specialisti anche la strategia di azione per dare risposte concrete ai pazienti.

“Dopo 80 anni dalla nascita dell’Adi, la prima società scientifica in dietetica e nutrizione clinica in Italia, il numero delle società e delle associazioni del settore è notevolmente cresciuto, ma le strutture pubbliche che si devono occupare della prevenzione e del trattamento sono rimaste per lo più invariate”, sottolinea Barbara Paolini, presidente Adi. “Un gap che espone i pazienti a rischi non trascurabili per il disordine di ruoli, informazioni e l’assenza di punti di riferimento chiari e definiti, soprattutto in ambito pubblico. L'assistenza nutrizionale è un diritto umano intrinsecamente legato al diritto al cibo e al diritto alla salute, per questo abbiamo rivolto un appello ai colleghi di altre società scientifiche e alle associazioni che rappresentano i pazienti, affinché si lavori uniti al raggiungimento di una soluzione concreta”.

Così Lucio Lucchin, past president Adi: “Da questo primo incontro preliminare ci aspettiamo che venga finalmente presa consapevolezza della necessità che il management sanitario di tutte le branche medico chirurgiche operi in sinergia con gli specialisti in nutrizione clinica. Non è una questione di ruoli, ma un servizio che dobbiamo ai cittadini che hanno il diritto di avere queste prestazioni. L’opinione pubblica percepisce in modo crescente il binomio alimentazione-salute, aumentando la domanda di prestazioni e favorendo, purtroppo, preoccupanti spazi di abusivismo e di business speculativo. Non possiamo più permetterlo. Per questo ci auguriamo che all’accordo possano aderire altre e numerose realtà scientifiche, nell’interesse di tutte le professioni sanitarie, ma soprattutto dei pazienti”.

Il preliminare dell’accordo è stato sottoposto alle 28 società e associazioni che hanno aderito alla tavola rotonda (Adi, Amd, Sid, Università Tor Vergata, Sicob, Siedp, Sinuc, Sinpe, Sio, Sisdca, Amici obesi, Anna, Lilt, Fiocchetto lilla, Apmarr, Aiom, Fism, Fismad, Siaaic, Sico, Simg, Sir, Siru, Sime, Ame, Fiocchetto verde, Vivere senza stomaco, Amici), è aperto a tutte le realtà che volessero sottoscriverlo, per presentarlo nelle prossime settimane al ministero della Salute e alle istituzioni competenti. (n.m.)

 

Top
Questo sito utilizza i cookies, che consentono di ottimizzarne le prestazioni e di offrire una migliore esperienza all'utente. More details…