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Leaky gut e intestino irritabile, quali novità?

08 Ottobre 2021

Tra le occasioni di discussione di questo congresso, uno studio pilota sull’impiego di un probiotico multiceppo specifico nel trattamento di una forma molto diffusa di intestino irritabile (con prevalenza di diarrea, chiamata IBS-D), tra le possibili conseguenze della leaky gut. I risultati preliminari sono stati presentati dal gruppo di ricerca di Antonio Gasbarrini, ordinario di Medicina Interna e Gastroenterologia all’Università Cattolica di Roma e direttore del Dipartimento di Scienze mediche e chirurgiche presso il Policlinico Gemelli.

L’interazione tra il nostro organismo e ciò che arriva dall’esterno richiede la presenza di un’interfaccia in grado di proteggerci da agenti potenzialmente dannosi e, nel contempo, distinguerli dai microbi fisiologicamente presenti nell’ambiente gastrointestinale. Si tratta di una barriera sia fisica, grazie alla presenza di muco, cellule epiteliali specializzate e giunzioni strette tra le stesse cellule, sia funzionale, grazie a cellule immunitarie.

Molti, però, sono i fattori in grado di alterare questo equilibrio, determinando, appunto, quella che viene definita iperpermeabilità intestinale o leaky gut. Tra questi, il consumo abituale di alimenti processati e/o poveri di fibre ma ricchi di grassi e zuccheri, piuttosto che lo stress che agisce sull’asse intestino-cervello o, ancora, il consumo di alcol, l’uso di farmaci aggressivi per la mucosa gastrointestinale come gli antinfiammatori, patologie croniche preesistenti piuttosto che intolleranze/allergie alimentari come la celiachia.

Tra le conseguenze associate all’iperpermeabilità intestinale, va annoverata la sindrome dell’intestino irritabile con fenotipo D (IBS-D), caratterizzata da dolore addominale acuto associato a frequenti e improvvise scariche di diarrea, capaci di compromettere la qualità di vita del paziente.

In materia di probiotici, sono diversi i ceppi che hanno mostrato nell’animale una capacità di proteggere la barriera intestinale agendo su batteri commensali, epitelio dell’ospite, sensibilità viscerale e molteplici target del sistema immunitario. A oggi, però, non erano disponibili dati nell’uomo di normalizzazione della iperpermeabilità in pazienti con IBS-D.

Lo studio del Policlinico Gemelli

Il gruppo del professor Gasbarrini ha condotto uno studio pilota in soggetti con IBS-D e affetti da leaky gut. I risultati preliminari presentati durante l’importante congresso romano mostrano per la prima volta nell’uomo una riduzione significativa dell’iperpermeabilità intestinale in tutta la popolazione di pazienti trattati con il blend probiotico e una completa normalizzazione nel 37 per cento dei casi. A questo si aggiunge un altro dato di evidenza clinica: i principali parametri correlati alla qualità della vita, come frequenza di scariche diarroiche e dolori addominali, sono migliorati in modo significativo in tutti i pazienti trattati.

Il mix dei cinque ceppi oggetto dello studio (Lactobacillus acidophilus LA201, Lactobacillus plantarum LA301, Lactobacillus salivarius LA302, Bifidobacterium lactis LA303, Bifidobacterium lactis LA304) è frutto della ricerca (ed è di proprietà) del gruppo francese PiLeJe, leader europeo nel settore dei probiotici, che in Italia opera con la filiale Biocure srl.  

 

Il progetto Biocure-PiLeJe sul microbiota
Il presente articolo è frutto di un progetto di collaborazione tra Nutrientiesupplementi.it e Biocure-PiLeJe, filiale italiana del gruppo francese PiLeJe, leader europeo nel settore dei probiotici. Obiettivo del progetto è fornire ai lettori, con sette puntate dedicate tra settembre 2021 e dicembre 2022, informazioni specializzate sul mondo del microbiota al fine di aumentare la competenza dei professionisti che operano nel campo della nutrizione e dell’integrazione.



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