Nutrizione sportiva: consigli per atleti vegetariani o vegani

19 Settembre 2023

Una dieta vegetariana e vegana può risultare adeguata anche per gli atleti. Necessarie, però, una pianificazione strategica del piano nutrizionale e una corretta scelta e combinazione degli alimenti, nel rispetto del fabbisogno energetico e del corretto rapporto tra macro e micro nutrienti. Così Luca Belli, biologo nutrizionista, specialista in Scienza dell’alimentazione e consigliere Sinseb (Società italiana nutrizione sport e benessere), nella sua relazione al 13° Congresso nazionale Sinut (Società italiana di nutraceutica) svoltosi nei giorni scorsi a Bologna.

“Negli ultimi anni il numero degli sportivi vegetariani e vegani è in continua crescita”, sottolinea Belli. “La differenza fondamentale tra questi stili alimentari, che ne caratterizza anche eventuali criticità nutrizionali, è rappresentata dalla limitazione di alcuni gruppi alimentari. Le diete vegetariane come la latto-ovo vegetariana, la latto-vegetariana o l’ovo-vegetariana, includono alcuni alimenti di origine animale quali latte e derivati, uova e miele, mentre la dieta vegana si basa sul consumo esclusivo di alimenti di origine vegetale. Il profilo della dieta di questi modelli alimentari può presentare una estrema variabilità in relazione a tipo e quantità degli alimenti vegetali consumati e loro grado di trasformazione. Per il modello latto-ovovegetariano, inoltre, tale variabilità è più ampia per gli alimenti di origine animale consumati”.

L'adozione di una dieta vegetariana, in particolare vegana, se non gestita correttamente può comportare l’assunzione ridotta di alcuni nutrienti specifici.  

“Queste diete, se mal strutturate, potrebbero predisporre i soggetti, in particolare gli sportivi, a carenze di proteine, Omega-3, ferro, zinco, calcio, vitamina B12 e vitamina D”, prosegue Belli. “In alcuni casi, raggiungere un elevato apporto energetico e adeguato apporto nutrizionale può risultare difficile, a causa di alimenti a base vegetale che promuovono sazietà oltre a problemi con la digeribilità e l'assorbimento di nutrienti come, per esempio, proteine, calcio, ferro e zinco”.

Bisogna evitare l’improvvisazione: avere un professionista a supporto dell’atleta per la costruzione del piano alimentare giornaliero e settimanale, in base alle attività svolte e con programmi di educazione alimentare gioca un ruolo fondamentale.

“È cruciale la personalizzazione dello schema nutrizionale, che tenga conto del gusto dell’atleta, delle caratteristiche degli alimenti, compresa la stagionalità, degli allenamenti e delle competizioni, utilizzando nella strutturazione del piano giornaliero anche, se e quando necessario, sport food, nutraceutici e supplementi per coprire i fabbisogni nutrizionali, ottimizzando anche il timing di assunzione dei nutrienti. L’utilizzo di supplementi e nutraceutici, sempre basato su evidenze scientifiche, è utile quando ragionato e basato sull’attenta valutazione dell’obiettivo da raggiungere. L’integrazione con creatina e beta-alanina sembra offrire aumentati effetti di miglioramento delle prestazioni negli atleti vegani che presentano bassi livelli preesistenti di queste sostanze. Dal canto loro, le diete vegetariane, correttamente pianificate, apportano elevate quantità di carboidrati, fibre, vitamine, minerali e fitocomposti che possono supportare un’adeguata performance sportiva, ma gli studi a lungo termine su questa popolazione, messa a confronto con gli atleti onnivori, sono ancora piuttosto limitati”. (n.m.)

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