Ne uccide più l'alimentazione (scorretta) che il fumo. In Occidente, oggi, è così. Negli ultimi cento anni l'umanità ha radicalmente trasformato il proprio modo di mangiare. Siamo caduti senza accorgercene in una serie di “trappole” e basta guardare gli scaffali di un supermercato per capire quanto sia radicato il problema: il 90% della superficie è occupata da conserve in scatola, piatti pronti, carne e salumi a perdita d'occhio, biscotti, yogurt zuccherati, gelati e altri alimenti ultraprocessati. Questo cambiamento troppo rapido (se si pensa ai tempi dell'evoluzione naturale) ha colto alla sprovvista il nostro organismo, alterando gli equilibri essenziali a mantenerlo in salute.

Emulsionanti alla sbarra come fattori in grado di aumentare il rischio di diabete di tipo 2. Questi risultati di una nuova analisi dello studio prospettico di coorte NutriNet Santé, che vanno aggiungersi a quelli riguardanti il rischio di obesità, cancro e malattie cardiovascolari.

Il futuro, per le nostre tavole, si chiama agricoltura cellulare. In sostanza, stando a quanto riferito da Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile) in merito alle proprie ricerche sul campo, si tratta, a partire da vegetali di interesse agronomico, della produzione di alimenti con un’ampia varietà di molecole utili alla salute, senza erosione di suolo e perdita di biodiversità.

La dieta è uno dei principali fattori di rischio modificabili per la malattia renale cronica e la riduzione dell’apporto proteico è considerata uno strumento efficace e sicuro nel trattamento conservativo di questa patologia. Inoltre, la terapia nutrizionale consente al paziente di raggiungere un buon controllo metabolico, prevenire e correggere i sintomi uremici e l'acidosi metabolica e riequilibrare gli elettroliti, in particolare potassio, fosforo e sodio.

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