Il genere detta le preferenze a tavola che, a loro volta, possono influenzare la salute sessuale maschile. Questo quanto ribadito di recente a Milano nel corso di un workshop su nutrizione e benessere maschile organizzato dalla Società italiana di andrologia (Sia) a Spazio Nutrizione.

Diabetologi, endocrinologi e medici delle cure primarie sono in una posizione privilegiata per identificare le persone con NAFLD (Steatosi Epatica Non Alcolica). In tutti i soggetti che non risultano ad alto rischio la malattia, di fatto, può essere gestita con un approccio multidisciplinare in ambulatorio, soprattutto nelle sue fasi iniziali dove intervenire potrebbe portare i maggiori benefici in termini di rallentamento della progressione se non di vera e propria reversibilità delle alterazioni epatiche. I pazienti ad alto rischio, invece, saranno invece da inviare allo specialista epatologo.

La gravidanza è caratterizzata da un complesso rimaneggiamento endocrino-metabolico finalizzato a garantire il necessario apporto di nutrienti al feto e preparare adeguatamente l’organismo materno al parto e alla lattazione. In particolare, si osserva una riduzione della sensibilità insulinica con successivo aumento della glicemia materna (soprattutto postprandiale), del flusso di glucosio al feto e degli acidi grassi liberi materni, utilizzati a fini energetici.

Sono 180 le strutture sul territorio nazionale, tra centri di cura e associazioni, che si occupano di disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (Dna). La Regione che registra il maggior numero di servizi dedicati è l’Emilia Romagna (23, di cui 10 centri Ssn, 4 afferenti al privato accreditato, 9 associazioni), seguita dal Piemonte (20, di cui 12 centri Ssn, 4 del privato accreditato e 4 associazioni). Questi i dati che emergono dalla mappatura aggiornata disponibile sulla piattaformadisturbialimentari.iss.it dell’Istituto superiore di sanità, presentata al convegno “La Mappatura territoriale dei centri dedicati ai disturbi della nutrizione e dell’alimentazione: le associazioni e i servizi di cura” che si è tenuta di recente all’Istituto, organizzato dal Centro nazionale dipendenze e doping (Cndd).

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