Cresce l’interesse ella ricerca verso nuove fonti alimentari che combinino l’alto contenuto in ferro e proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. L’obiettivo è ovviare, soprattutto nei pazienti con malattie infiammatorie intestinali (Ibd), agli effetti collaterali di quanto oggi presente sul mercato, in particolare proprio il riacutizzarsi dello stato di flogosi. Alghe, funghi e probiotici sono gli scenari più promettenti, come descritto in una recente review pubblicata su Nutrients. Ne abbiamo parlato con uno degli Autori, Marcello Chieppa, ricercatore presso l’Istituto nazionale di Gastroenterologia “S. de Bellis”, di Castellana Grotte (Ba).
L’insufficienza renale cronica si combatte anche a tavola, seguendo una dieta che tenga insieme qualità e gusto per non compromettere l’adesione del paziente. Il risultato? Ritardare, anche di molto, la progressione della malattia. Questo quanto ribadito nel corso di un recente incontro promosso da Aned (Associazione nazionale emodializzati dialisi e trapianto), in collaborazione con Astellas Pharma, che ha voluto focalizzare l’attenzione su un tema ancora troppo sottovalutato dalla comunità clinica.
Chi soffre di malattia di Crohn vive le restrizioni dietetiche come un'imposizione e fonte di tentazione e frustrazione. Il rischio? Abbandono delle indicazioni e/o isolamento sociale. Queste i primi risultati che emergono dall’analisi della letteratura scientifica internazionale di EngageMinds Hub dell'Università Cattolica del Sacro Cuore che segna ufficialmente il via alla campagna "Crohnviviamo " promossa da Nestlé health science in collaborazione con l’associazione Amici onlus.
Anche in assenza di una pregressa malattia cardiovascolare una dieta che prevede un elevato consumo di alimenti ad alto indice glicemico risulta correlata ad un aumento del rischio di eventi cardiovascolari maggiori e di morte. È quanto si legge in uno studio pubblicato di recente sul New england journal of medicine.