I pazienti affetti da obesità sono nella maggioranza dei casi protetti dalla sarcopenia proprio in virtù dell’eccesso ponderale. Diversi fattori, però, possono innescare una progressiva perdita di massa muscolare in questi pazienti che potrebbero così giovarsi di una supplementazione con aminoacidi essenziali (Aae), come sottolineato di recente a Bologna, nel corso del 13° Congresso nazionale Sinut (Società italiana di nutraceutica) da Federico Vignati, Uoc di Malattie endocrine e diabetologia, Ospedale Sant’Anna, Como.

Nel suo primo libro, La rivoluzione del glucosio, la biochimica Jessie Inchauspé ha dimostrato come regolare la cura del glucosio sia l’azione più efficace che possiamo fare per la nostra salute. Ora, con Il metodo Glucose Goddess (Vallardi Editore; € 19,90; 228 pp.) l’autrice bestseller ci propone una rivoluzionaria guida pratica per massimizzare la salute e la longevità. Provato e messo a punto su un campione di migliaia di persone, il metodo Glucose Goddess offre una soluzione per tenere a bada gli attacchi di fame, trasformare la pelle, invertire il processo di invecchiamento, ridurre l’infiammazione, bilanciare gli ormoni, migliorare l’umore e il sonno.

Il 7-chetodeidroepiandrosterone (7-cheto-Dhea), chimicamente noto come 3-acetil-7-oxo-deidroepiandrosterone, è un metabolita naturale dell'ormone steroideo deidroepiandrosterone (Dhea) ed è pubblicizzato come integratore alimentare per sostenere la perdita di peso, anche se una disamina della letteratura disponibile non riesce a dare una risposta chiara in merito alla sua efficacia.

Cresce, nel nostro Paese, l’attenzione verso un'alimentazione sana, influenzata dai cambiamenti demografici e di stile di vita: dopo il Covid, la consapevolezza del rapporto tra dieta e salute e dell’impatto ambientale delle scelte alimentari sta aumentando, insieme all’interesse verso esperienze enogastronomiche e legate alla tradizione. Questo il quadro che emerge dal report  “Il settore food in Italia. Tendenze nei consumi e sfide tra innovazione e lotta alla contraffazione”, curato da Valerio Mancini, direttore del Centro di ricerca divulgativo della Rome business school e Davide Mondin, docente presso Alma, Scuola internazionale di cucina italiana.

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