Il cancro colorettale (Crc) rappresenta una delle neoplasie gastrointestinali più diffuse a livello mondiale e la quarta causa principale di morte legata al cancro. L'incidenza è in aumento, con proiezioni che prevedono 2,5 milioni di nuovi casi entro il 2035. È ampiamente riconosciuto che fattori legati allo stile di vita, inclusa la dieta, giocano un ruolo significativo nella sua origine. Recenti ricerche hanno esaminato il potenziale impatto degli acidi grassi polinsaturi omega-6 (n-6 Pufa) sul rischio di Crc. Tuttavia, i risultati degli studi disponibili sono contrastanti. Per fare chiarezza, è stata condotta una revisione sistematica e meta-analisi dose-risposta su venti studi prospettici, per un totale di 787.490 partecipanti, pubblicata su Nutrition & Diabetes.
Una nuova ricerca dell'Università della Georgia pubblicata sull'International journal of cancer, suggerisce una correlazione inversa tra livelli plasmatici di acidi grassi Omega-3 e Omega-6 e incidenza di cancro complessiva, nonché di alcuni tumori specifici.
Lo squilibrio tra acidi grassi Omega-3 e Omega-6 nella moderna dieta occidentale sembra essere uno degli elementi chiave in grado di spiegare il marcato aumento dell'incidenza delle malattie metaboliche, come il diabete mellito, negli ultimi 30 anni.
Ci sono benefici ma anche potenziali rischi nel far ricorso a integratori in presenza di insufficienza cardiaca. È bene, dunque, che i medici indaghino sempre se i pazienti stanno utilizzando, in concomitanza alle terapie abituali, prodotti acquistati autonomamente. A segnalarlo, uno statement dell’American heart association pubblicato di recente su Circulation.