Omega-6 e ca colon-retto: metanalisi consiglia approfondimenti

12 Maggio 2025

Il cancro colorettale (Crc) rappresenta una delle neoplasie gastrointestinali più diffuse a livello mondiale e la quarta causa principale di morte legata al cancro. L'incidenza è in aumento, con proiezioni che prevedono 2,5 milioni di nuovi casi entro il 2035. È ampiamente riconosciuto che fattori legati allo stile di vita, inclusa la dieta, giocano un ruolo significativo nella sua origine. Recenti ricerche hanno esaminato il potenziale impatto degli acidi grassi polinsaturi omega-6 (n-6 Pufa) sul rischio di Crc. Tuttavia, i risultati degli studi disponibili sono contrastanti. Per fare chiarezza, è stata condotta una revisione sistematica e meta-analisi dose-risposta su venti studi prospettici, per un totale di 787.490 partecipanti, pubblicata su Nutrition & Diabetes.

I risultati analisi suggeriscono un legame tra l'assunzione alimentare di un tipo specifico di Omega-6 e un aumento del rischio di cancro colorettale. In particolare, lo studio ha evidenziato che livelli più elevati di assunzione alimentare di acido linoleico (La), il più abbondante tra gli Omega-6 Pufa, erano associati a un rischio maggiore di cancro colorettale, del colon e del retto.

Confrontando i livelli di assunzione estremi (più alti vs più bassi), l'acido linoleico ha mostrato un rischio relativo (RR) di 1.15 per il Crc e 1.30 per il cancro del retto, indicando una associazione positiva significativa per il La.

L'analisi dose-risposta ha rivelato che un aumento di 1 grammo al giorno nell'assunzione alimentare di La era associato a un aumento dell'1% del rischio di cancro del colon. Gli autori notano che, sebbene un aumento dell'1% per ogni grammo/die possa sembrare modesto, il rischio potrebbe aumentare significativamente con assunzioni di La più elevate, considerando che l'intervallo di assunzione nei partecipanti agli studi variava tra 0 e 20 grammi/die.

È interessante notare che, mentre l'assunzione alimentare di La era associata a un rischio maggiore, i livelli tissutali di Lanon mostravano una significativa associazione con il rischio di Crc. Gli autori ipotizzano che questa disparità potrebbe essere dovuta a cambiamenti subiti dal La durante la cottura o la lavorazione degli alimenti, che possono portare alla formazione di composti potenzialmente nocivi. Inoltre, un'elevata assunzione di La può contribuire all'obesità, un fattore di rischio noto per il Crc.

Al contrario dell'acido linoleico, la metanalisi non ha riscontrato associazioni significative tra l'assunzione alimentare o i livelli tissutali totali di n-6 Pufa o di acido arachidonico (Aa) e il rischio di Crc, del colon o del retto. Gli autori suggeriscono che gli effetti diversi dei vari n-6 Pufa sul cancro potrebbero annullarsi a vicenda quando considerati nel loro complesso.

Così concludono: “Questo studio, che è il primo a esplorare la relazione dose-risposta per gli omega-6 Pufa e il Crc in una metanalisi prospettica, suggerisce che, mentre gli omega-6 totali e l'Aa potrebbero non avere un legame chiaro con il rischio di Crc, l'assunzione alimentare di acido linoleico merita ulteriore attenzione. Al momento, suggeriamo cautela in relazione ai risultati sull'acido linoleico, in parte a causa della difficoltà nella stima accurata dell'assunzione alimentare e della possibilità di variabili confondenti. Sono sicuramente necessarie future ricerche per esaminare l'influenza di metodi di cottura, lavorazione e diverse fonti alimentari specifiche ricche di n-6 Pufa sul rischio di Crc”. (n.m.)

 

Top
Questo sito utilizza i cookies, che consentono di ottimizzarne le prestazioni e di offrire una migliore esperienza all'utente. More details…