L’efficacia delle diete a esclusione e la nutrizione enterale parziale
Storicamente, la Nutrizione enterale esclusiva (Een), che consiste nell’assunzione esclusiva di formule liquide complete per 6-8 settimane, è stata la prima terapia nutrizionale supportata da evidenze robuste per indurre la remissione nel Cd. L’Een agisce modulando l'ambiente infiammatorio, riducendo le citochine pro-infiammatorie (come Il-6 e Il-8) e migliorando l'integrità della barriera intestinale. Nonostante risultati promettenti anche negli adulti, l'Een ha limitazioni dovute alla bassa aderenza e la sua efficacia non è ancora stata universalmente integrata nelle linee guida internazionali per gli adulti.
Per affrontare le sfide legate alla scarsa aderenza dell’Een, è stata proposta la Nutrizione enterale parziale (Pen), che fornisce solo una parte del fabbisogno calorico giornaliero attraverso formule nutrizionali, permettendo l'integrazione con alimenti regolari. Studi recenti hanno dimostrato che la combinazione di Pen con diete a esclusione strutturate, come la Crohn’s disease exclusion diet (Cded), ha mostrato un’efficacia nell’induzione della remissione paragonabile a quella dell’Een.
La Cded è una dieta basata su alimenti freschi che riduce l’esposizione a componenti potenzialmente pro-infiammatori. In studi condotti su adulti con Cd da lieve a moderato, la combinazione di Cded e Pen ha raggiunto tassi di remissione clinica significativi (ad esempio, 66,7% e 73,7% rispettivamente a 6 settimane in un trial randomizzato). Inoltre, la Pen combinata con la Cded ha mostrato un potenziale per il miglioramento del quadro endoscopico.
Dieta mediterranea: benefici sistemici e anti-infiammatori
Mentre le diete a esclusione si concentrano sulla rimozione di irritanti specifici, la Dieta mediterranea (Md) si distingue per i suoi ampi benefici sistemici e le proprietà anti-infiammatorie. La Md è ricca di cereali non raffinati, frutta, verdura, olio d'oliva e ha un consumo moderato di carne rossa. I suoi effetti anti-infiammatori sembrano coinvolgere la riduzione di citochine pro-infiammatorie, tra cui Il-1β, Il-6 e Tnf-α.
Grazie ai suoi comprovati benefici per la salute cardiovascolare e metabolica, e alla preliminare evidenza di beneficio clinico nel Cd, dove ha mostrato un'efficacia comparabile ad altre diete specifiche in alcuni studi, la Md è attualmente considerata da molti esperti come il regime dietetico preferito per i pazienti con Cd, grazie anche ai tassi di aderenza relativamente elevati.
Sfide e prospettive future
Altre strategie dietetiche mostrano benefici specifici ma limitati. Per esempio, la dieta a basso contenuto di Fodmap (Fermentable oligosaccharides, disaccharides, monosaccharides, and polyols) è efficace nell'alleviare i sintomi e nel migliorare la qualità della vita, ma ha un impatto minimo o nullo sui marcatori infiammatori e sull’attività complessiva della malattia. La Dieta a carboidrati specifici (Scd) è altamente restrittiva e, nonostante il miglioramento sintomatico auto-riferito, presenta sfide significative per l'aderenza a lungo termine e non ha dimostrato un beneficio costante sulla guarigione mucosale.
La chiave del successo di qualsiasi intervento nutrizionale è l'aderenza. Per migliorare la fattibilità a lungo termine di approcci come il Cded e la Pen, è essenziale il supporto di dietisti qualificati, l'uso di strumenti digitali di supporto e l’adattamento delle strategie dietetiche ai contesti culturali locali.
In conclusione, sebbene nessuna dieta singola possa essere raccomandata universalmente, la terapia nutrizionale, in particolare l'adesione alla Dieta mediterranea e l'uso di Nutrizione enterale parziale combinata con modifiche alimentari mirate, come la Cded, rappresenta un’opportunità promettente per migliorare l'esito clinico, lo stato nutrizionale e la qualità della vita dei pazienti adulti con morbo di Crohn, integrandosi nel percorso di gestione accanto ai trattamenti convenzionali. Sono tuttavia necessari, sottolineano gli Autori, studi randomizzati più ampi e a lungo termine, che includano la valutazione endoscopica, per definire appieno il ruolo ottimale di queste terapie. (n.m.)
