Una recente review pubblicata su Nutrients ha preso in esame le lacune nella conoscenza nutrizionale dei pazienti con Malattie infiammatorie croniche intestinali (Mici), evidenziando come spesso le decisioni dietetiche si basino su credenze personali anziché su evidenze scientifiche, portando così a inutili restrizioni alimentari e al rischio di malnutrizione. A parlarcene, Eleonora Ribaudi, dipartimento di Scienze mediche e chirurgiche, Uoc Medicina Interna e Gastroenterologia, Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs di Roma e coordinatrice del lavoro.
Malnutrizione e sarcopenia sono frequenti nei pazienti ambulatoriali affetti da Malattie infiammatorie croniche dell’intestino (Mici), con rischio di esiti negativi quali, tra gli altri, minor risposta alle terapie e maggior rischio di ricoveri. Un recente studio pubblicato su Nutrients sottolinea l’importanza, di valutare regolarmente lo stato nutrizionale dei pazienti. Ne parliamo con Simone Saibeni, responsabile S.S. “Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali, Uo di Gastroenterologia, Ospedale di Rho - Asst Rhodense, Milano, coordinatore della ricerca.
Prove sempre più numerose provenienti da studi preclinici e clinici dimostrano il beneficio delle fibre alimentari in caso di malattie infiammatorie intestinali (Ibd). Tuttavia, la maggior parte dei pazienti ne evita o limita il consumo per gestire i sintomi durante le fasi attiva e di remissione. Una recente review, pubblicata su Nutrients, ha preso in esame l’impatto del consumo di fibre alimentari nelle Ibd, fornendo utili indicazioni per la pratia clinica e per future ricerche.
Un intestino sano si costruisce già dal primo anno di vita, con un’alimentazione bilanciata e corretta. Verdura e pesce, sono gli ingredienti che possono, infatti, prevenire, in età più avanzata, l’insorgenza di malattie infiammatorie croniche dell’intestino (Ibd), secondo uno studio pubblicato di recente su Gut.