L'impiego di vitamine, minerali e nutraceutici nei pazienti oncologici sottoposti a chemioterapia è un tema che continua a suscitare interrogativi tra professionisti sanitari e pazienti. Da un lato persistono timori legati al rischio che alcuni integratori possano interferire con l'efficacia dei trattamenti antitumorali; dall'altro è diffusa la convinzione che ciò che è "naturale" sia sempre innocuo e vantaggioso. Qual è il confine tra prudenza e opportunità clinica?

Ne ha parlato Maurizio Fadda, Dietista senior presso la Uo di Gastroenterologia, Endoscopia e Nutrizione clinica dell'Ospedale Koelliker di Torino, al recente Congresso nazionale Sinut di Bologna, con una relazione dedicata proprio al tema della supplementazione vitaminico-minerale durante la chemioterapia. Un'occasione per fare chiarezza sulle evidenze scientifiche disponibili, distinguere i reali rischi dai falsi miti e comprendere quale possa essere il ruolo del dietista nella gestione nutrizionale del paziente oncologico.

Restrizione calorica per migliorare l'efficacia dei trattamenti tumorali. Un filone d'indagine che sta suscitando grande interesse nella comunità scientifica e che vede l'Italia tra i pionieri nella sperimentazione, grazie, in particolare, all'impegno dell'Istituto nazionale dei tumori di Milano (Int). Proprio da qui è partito uno studio clinico multicentrico, denominato Breakfast-2, che promette di fare chiarezza sulla correlazione tra aspetti nutrizionali ed esiti terapeutici in pazienti oncologici.

Una nuova ricerca pubblicata sul Journal of the national comprehensive cancer network suggerisce che donne con cancro alla mammella e bassi livelli di vitamina D prima di iniziare il trattamento con il chemioterapico paclitaxel hanno maggiori probabilità di sviluppare neuropatia periferica.

Cominciano ad arrivare i primi dati clinici sugli effetti della dieta-mima digiuno (Fmd) nella terapia antitumorale e sembrano aprire nuovi scenari nella lotta al cancro. È dei giorni scorsi, infatti, la pubblicazione su Nature communications dei risultati del primo trial randomizzato e controllato teso a valutare gli effetti della mima-digiuno su tossicità ed efficacia della chemioterapia in pazienti con cancro al seno. Risultati davvero incoraggianti, che confermano quanto già gli studi sui modelli animali avevano suggerito: il protocollo dietetico in associazione alla chemio ne migliora l’efficacia riducendone la tossicità.

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