Presentato di recente al congresso dell’American society of clinical oncology (Asco 2026) a Chicago, uno studio multicentrico italiano che getta una nuova luce sull'importanza fondamentale dello stile di vita nel percorso post-operatorio delle donne colpite da tumore al seno. La ricerca, coordinata dall’Istituto dei Tumori "Pascale" di Napoli e condotta in collaborazione con altri sei centri oncologici nazionali, dimostra come interventi semplici, accessibili e sostenibili possano trasformare radicalmente il profilo di salute delle pazienti.
In occasione del 46° Congresso Nazionale della Società italiana di nutrizione umana (Sinu), svoltosi di recente a Bergamo, è stato ribadito come la nutrizione rappresenti oggi una parte essenziale e attiva del protocollo di cura in oncologia. Nel caso del carcinoma mammario, che in Italia colpisce oltre 50 mila donne ogni anno, il metabolismo della paziente, infatti, influenza direttamente la tolleranza ai trattamenti e la sopravvivenza globale.
L’obesità e il sovrappeso rappresentano fattori che possono compromettere le probabilità di guarigione delle pazienti affette da tumore al seno. Tuttavia, nuove analisi di due importanti studi internazionali, l'Aphinity e il Gim2, offrono indicazioni fondamentali su come ottimizzare le strategie di cura, in particolare attraverso l'uso di regimi chemioterapici intensivi. Questi dati, discussi d recente in una sessione speciale al congresso della Società europea di oncologia medica (Esmo) a Berlino, chiariscono il complesso rapporto tra eccesso di peso e risposta alla terapia.
La caduta dei capelli è uno degli effetti più influenti sulla qualità della vita e sull'aderenza alla terapia nelle pazienti affette da tumore al seno. Molte assumono integratori alimentari per prevenire la caduta o favorirne la ricrescita. Una recente review, pubblicata su Nutrients, tra i cui autori figurano Andrea Sechi, dell’Unità di Dermatologia, Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, e Stephano Cedirian, dell’Unità di Dermatologia, Irccs Aou di Bologna, ha fornito informazioni chiare ed esaurienti su indicazioni e controindicazioni. A parlarcene, la professoressa Bianca Maria Piraccini, dermatologa a Bologna, esperta internazionale di annessi cutanei, che ha coordinato il lavoro.