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Il ruolo della nutraceutica nel supporto alla fertilità maschile

21 Aprile 2026

L’infertilità rappresenta una condizione clinica con una prevalenza stimata di circa il 7% nella popolazione maschile generale, contribuendo a circa il 40–50% dei casi di infertilità di coppia [1]. L’eziologia rimane sconosciuta in circa il 50% dei casi [1]. Obesità, sindrome metabolica, abuso di alcol, fumo ed esposizione a tossici ambientali sembrano rivestire un ruolo determinante [2]. Il processo infiammatorio cronico che caratterizza tali condizioni si associa ad un incremento delle concentrazioni di specie reattive dell’ossigeno (ROS) nel liquido seminale [1, 3].

La frammentazione del DNA spermatico (sDF) che costituisce un marker di danno spermatico, riconducibile a difetti della maturazione cromatinica, apoptosi abortiva e attacco ossidativo da parte dei ROS, rappresenta un parametro di secondo livello che può affiancare la valutazione dei parametri seminali convenzionali in situazioni cliniche come l’infertilità idiopatica, la poliabortività e ripetuti fallimenti delle tecniche di riproduzione assistita [3].

Alla luce di tali evidenze, appare plausibile l’impiego di sostanze antiossidanti nel trattamento dell’infertilità maschile idiopatica [1]. Una revisione della letteratura ha evidenziato che, rispetto ai controlli, la somministrazione combinata di antiossidanti può determinare, entro sei mesi, un miglioramento della concentrazione e del numero degli spermatozoi, con un conseguente aumento della probabilità di gravidanza.  [4]. Tra le sostanze più utilizzate vi sono zinco, acido folico, N-acetilcisteina, Coenzima Q10, vitamine E e C, selenio, carnitine e pentossifillina, con dosaggi e combinazioni variabili [4].

Occorre tuttavia ricordare che la maggior parte degli studi disponibili presenta qualità ridotta e che solo pochi sono controllati con placebo. A ciò si aggiunge il problema, evidenziato in una review critica del 2022, dei blend multi-ingrediente: formulazioni commerciali eterogenee, dosaggi non standardizzati, ingredienti sovrapposti e difficoltà ad attribuire l’effetto a un singolo componente [5]. Anche il profilo di sicurezza non è neutro, poiché la letteratura segnala un possibile incremento di disturbi gastrointestinali lievi con alcuni antiossidanti [6].

L’interpretazione più appropriata è che la nutraceutica possa svolgere un ruolo adiuvante in sottogruppi selezionati di pazienti, in particolare nei casi di infertilità idiopatica associata ad alterazioni dei parametri seminali, nei quadri caratterizzati da sospetto stress ossidativo o da elevata frammentazione del DNA spermatico (sDF). Tuttavia, il suo impiego non deve in alcun modo sostituire una valutazione andrologica completa, né la correzione delle cause trattabili, l’ottimizzazione degli stili di vita e la gestione delle comorbilità.

La valutazione della sDF può aiutare a identificare i pazienti che potrebbero trarre giovamento da tale approccio [3]. Sebbene non vi sia un accordo generale sui cut-off di sDF, valori superiori al 20% sono accettati dalla maggior parte degli autori [3].

Per il clinico, il messaggio è pratico: la nutraceutica può essere considerata un supporto selettivo, ma non dovrebbe sostituire l’inquadramento andrologico, la ricerca di cause correggibili, la gestione di varicocele e comorbilità metaboliche, né il counselling sugli outcome di coppia.

Cimino Laura

U.O.C di Endocrinologia, Malattie del Metabolismo e della Nutrizione

Policlinico Universitario G.Rodolico-San Marco, Catania

Bibliografia

[1] Krausz C. Male infertility: pathogenesis and clinical diagnosis. Best Pract Res Clin Endocrinol Metab. 2011; 25: 271-85.

[2] Gabrielsen JS, Tanrikut C. Chronic exposures and male fertility: the impacts of environment, diet, and drug use on spermatogenesis. Andrology. 2016; 4: 648-61.

[3] Ferlin A, Foresta C. New genetic markers for male infertility. Curr Opin Obstet Gynecol. 2014; 26: 193-8.

[4] Showell MG, Mackenzie-Proctor R, Brown J, Yazdani A, Stankiewicz MT, Hart RJ.Antioxidants for male subfertility. Cochrane Database Syst Rev. 2014; CD007411.

[5] Garolla A, et al. Systematic Review and Critical Analysis on Dietary Supplements for Male Infertility: From a Blend of Ingredients to a Rationale Strategy. Front Endocrinol (Lausanne). 2022;12:824078. PMID: 35185789.

[6] Michaelsen MP, et al. The Effect of Dietary Supplements on Male Infertility in Terms of Pregnancy, Live Birth, and Sperm Parameters: A Systematic Review and Meta-Analysis. Nutrients. 2025;17(10):1710. PMID: 40431450.

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