Questi studi sono particolarmente interessanti se si pensa che il consumo globale di bevande zuccherate è aumentato in modo significativo, crescendo del 22,9% tra il 1990 e il 2018, e che, parallelamente a questa tendenza, è stato osservato un preoccupante declino della salute degli spermatozoi, con concentrazioni medie sono diminuite di oltre il 50% dal 1973 al 2018, calo accelerato negli ultimi anni.
Risale al 2014 il primo studio sulla relazione tra assunzione di bevande analcoliche zuccherate o dolcificate artificialmente e qualità del liquido seminale e, da allora le prove collettive provenienti da studi osservazionali e di coorte sottolineano le associazioni negative tra il consumo di queste bevande e vari parametri della salute degli spermatozoi, tra cui il declino della concentrazione, della motilità e della morfologia degli spermatozoi. L'alto contenuto di zucchero e la presenza di additivi, come dolcificanti artificiali e conservanti, possono contribuire allo stress ossidativo, agli squilibri ormonali e alle disfunzioni metaboliche, che possono compromettere la spermatogenesi e la salute degli spermatozoi. Lo stress ossidativo causa la perossidazione lipidica delle membrane spermatiche e compromettendo la funzione mitocondriale, danneggiando in ultima analisi la motilità e la vitalità degli spermatozoi. Oltre a queste evidenze l’ipotesi più solida resta quella della relazione diretta tra consumo di bevande dolcificate artificialmente o con zucchero e Bmi elevato, con elevata prevalenza di obesità, noto fattore che contribuisce alla riduzione della qualità dello sperma.
Lo scorso anno è stato condotto uno studio trasversale basato sui dati della coorte The fetal programming of semen quality (Fepos), che includeva 1.047 giovani uomini (età media = 19 anni) e che ha messo in evidenza l’importanza della frequenza di assunzione di queste bevande. Nello studio, infatti, un consumo moderato (≥ 3 giorni/settimana) o poco frequente (< 3 giorni/settimana) ha avuto un effetto limitato sui marcatori misurati della qualità seminale nei giovani uomini.
Parallelamente, uno studio di coorte che ha utilizzato i dati 690 uomini di età superiore o uguale a 21 anni, partecipanti al Pregnancy study online (Presto) nel periodo 2015-2022, ha dimostrato che, rispetto ai non consumatori, coloro che consumavano ≥7 bibite/settimana avevano un volume di sperma, concentrazione di spermatozoi e motilità inferiori; le associazioni erano più forti tra i partecipanti con indice di massa corporea ≥ 25 kg/m2.
Al di là delle sue implicazioni per l'infertilità maschile, il declino della qualità dello sperma è stato collegato a risultati di salute più ampi. Studi precedenti hanno scoperto che la qualità dello sperma è associata a morbilità a lungo termine. Una qualità dello sperma inferiore è associata a un rischio significativamente più elevato di ospedalizzazione, in particolare per le malattie cardiovascolari e il diabete mellito.
Silvia Ambrogio
Bibliografia
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- A preconception cohort study of sugar-sweetened beverage consumption and semen quality. 2024 Nov;12(8):1730-1739.
- Dietary Glycemic Index and Load and Semen Quality: A Cross-Sectional and Prospective Analysis within the FERTINUTS Trial. World J Mens Health. 2024 Oct;42(4):881-889.
- Consumption of Sugar-Sweetened or Artificially Sweetened Beverages and Semen Quality in Young Men: A Cross-Sectional Study. Int J Environ Res Public Health. 2022 Jan 7;19(2):682.
- Sugar-sweetened beverage intake in relation to semen quality and reproductive hormone levels in young men. Hum Reprod. 2014 Jul;29(7):1575-84.
