Per combattere il cancro dovremo combinare terapie standard, come la chemioterapia, l’immunoterapia o la terapia ormonale, a terapie nutrizionali in cui viene rivoluzionata la disponibilità di nutrienti: i cambiamenti nell’alimentazione devono rendere il sangue ostico alle cellule tumorali al punto che una terapia mirata riesca a ucciderle tutte.

Come mai siamo riusciti a ridurre il rischio di malattie mortali come quelle cardiovascolari e molte altre, ma non abbiamo avuto altrettanto successo contro il cancro? Perché i tumori sono malattie complesse, mai identici tra di loro. Hanno però una cosa in comune: sono fatti di cellule che si nutrono molto più di quelle sane, soprattutto quando attaccate dalle terapie standard.

Periodo decisamente fertile di indicazioni quello per la dieta mima-digiuno, in particolare in ambito oncologico. Già lo scorso maggio avevamo cominciato a raccontarvi dell’efficacia, su modello animale, di una combinazione di questo protocollo dietetico con alte dosi di vitamina C in tumori Kras mutati. Poi sono arrivati i primi dati clinici di cui vi abbiamo dato conto la scorsa settimana, quando uno studio olandese ha evidenziato la capacità della mima-digiuno di migliorare la risposta alla chemioterapia in donne con tumore al seno. Passano pochi giorni ed ecco che su Nature appaiono i risultati di uno studio internazionale, coordinato dal Policlinico Universitario San Martino di Genova e dall’Ifom (Istituto firc di oncologia molecolare) di Milano, e sostenuto da Fondazione Airc, in cui, per la prima volta, sono stati valutati gli effetti di cicli ripetuti della dieta a base vegetale ipocalorica in pazienti con tumore al seno, anche metastatico, in trattamento con terapia ormonale.

Un nuovo studio combina per la prima volta due trattamenti non tossici come la dieta Mima-digiuno e alte dosi di vitamina C alle attuali chemioterapie.

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