Perché il bambino non mangia? Perché non ha mai appetito? Perché l'ora dei pasti deve essere una sofferenza? Queste sono solo alcune delle domande che, tipicamente, ogni genitore si pone non solo quando si comincia a proporre cibi solidi, ma sin dalla nascita del piccolo.

Le vitamine, best seller da sempre, ma anche alcune categorie “nuove”, come quelle legate al miglioramento del riposo notturno e al rafforzamento delle difese immunitarie, hanno visto un’accelerata delle vendite in questo periodo di emergenza Covid-19. A segnalarlo un’analisi resa nota nei giorni scorsi, condotta da Integratori Italia – Unione Italiana Food, che ha elaborato i dati di New line ricerche di mercato, e Avedisco, Associazione vendite dirette servizio consumatori.

Lo scorso 10 settembre la Corte di Giustizia europea ha finalmente chiarito le modalità di applicazione del regime transitorio del Regolamento (CE) 1924/2006, stabilendo una volta per tutte la necessità di fondare su comprovate evidenze scientifiche il contenuto delle indicazioni sulla salute riportate in etichette e pubblicità di prodotti alimentari a base vegetale. Vediamone l’origine.

La longevità è caratterizzata da un calo progressivo della diversità nella composizione del microbiota intestinale.  Tutto questo si traduce in una perdita di geni coinvolti nella produzione di acidi grassi e in un incremento dei geni coinvolti nel metabolismo degli aminoacidi con conseguente aumento delle funzioni proteolitiche pro-infiammatorie. In questa ottica, sta suscitando grande interesse lo sviluppo di nuovi probiotici, al fine di integrare, in maniera specifica, proprio quei gruppi microbici la cui abbondanza si riduce con l’invecchiamento. Ne abbiamo parlato con Patrizia Brigidi, docente di Biotecnologie delle fermentazioni, presso il dipartimento di Farmacia e Biotecnologie dell’Università di Bologna “Alma Mater”.

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