Covid-19 e l’isolamento forzato hanno tolto agli italiani una parte importante della loro quotidianità: il 60,3% ha sentito la mancanza del rito del caffè al bar. In particolare, è mancata la piacevole routine dell’inizio della giornata, l’incontro con gli amici e il gusto del caffè preparato al bar. Non solo: una percentuale ancora superiore, pari a oltre il 65% dei lavoratori e degli studenti, ha sofferto anche l’assenza della pausa caffè nel luogo di lavoro o di studio. Questo quanto emerge dall’indagine “Gli italiani e il caffè” condotta nel mese di ottobre 2020, a sei anni dalla prima edizione, da AstraRicerche per conto del Consorzio promozione caffè, tramite interviste on line su un campione rappresentativo di 1.000 individui, di età compresa tra i 18 e i 65 anni.
Al momento non sono disponibili farmaci che abbiano una funzione preventiva e che possano essere presi senza la supervisione di un medico.
Nei giorni scorsi, a Bruxelles, l'Italia, insieme a Grecia e Repubblica Ceca, ha votato no al testo di conclusioni del Consiglio agricoltura e pesca sul tema dell'etichettatura nutrizionale che avrebbe accelerato l'adozione del Nutriscore francese. I tre paesi hanno anche approvato una dichiarazione comune che ripropone tre principi condivisi in vista di un futuro schema armonizzato europeo di etichettatura nutrizionale che dovrà essere basato su «volontarietà, carattere informativo e non prescrittivo, esclusione delle Dop e Ig».
A partire dal famoso giuramento, in L’arte della medicina (Einaudi; pp. 528, € 34,00) Carlo Carena ha selezionato, tradotto e commentato le pagine più importanti delle opere di Ippocrate.