Due anni di pandemia hanno cambiato le abitudini alimentari per un giovane su due. Quanto nel bene o nel male ce lo spiegano i risultati del progetto Food Mood, ricerca condotta dall’Università Cattolica di Piacenza, Anbi Emilia Romagna, Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria del ministero delle politiche agricole) e Consorzio di bonifica di Piacenza, presentata alla stampa nei giorni scorsi. Su 600 studenti delle scuole superiori intervistati, il 54% dichiara di aver mutato abitudini in quanto a tipo di alimenti e modalità di consumo.

Nutrire bene i mitocondri per invecchiare in salute. Potrebbe riassumersi così il contenuto di un documento pubblicato dalla Gerontological Society of America che ha voluto approfondire il rapporto tra nutrizione e longevità.

La supplementazione con Urolitina-A, un metabolita prodotto dal microbiota intestinale, è in grado di migliorare la salute dei muscoli e le prestazioni energetiche dei mitocondri, contribuendo a contrastare i rischi di sarcopenia negli anziani. Sono i risultati di uno studio pilota condotto su un campione di 66 soggetti di età compresa tra i 65 e i 90 anni, pubblicato di recente su Jama network open.

Prugne come alleato per combattere le insidie dell’osteoporosi. Da tempo la ricerca ha concentrato la propria attenzione sulle proprietà di questo frutto di rallentare il decadimento osseo ed è dei giorni scorsi la pubblicazione su Advances in nutrition di una review che ha raccolto tutte le evidenze precliniche e cliniche oggi disponibili. In aggiunta, un lavoro su Nutrients ha valutato l’effetto di un consumo di prugne secche in uomini osteopenici.

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