Il guaranà (Paullinia cupana), una pianta originaria del bacino amazzonico utilizzata come stimolante fin dall'epoca precolombiana, vanta una corposa bibliografia etnobotanica. Contiene caffeina, teobromina (un cronotropo) e teofillina (un inotropo). L'effetto stimolante è sicuramente dovuto alla caffeina e i suoi semi ne contengono dal 2 al 4,5%, rispetto all'1-2% contenuto nel chicco di caffè. Ogni grammo di guaranà può contenere, quindi, da 40 a 80 mg di caffeina e sappiamo che questa ha un'emivita potenzialmente più lunga a causa delle interazioni con altri composti vegetali presenti nel fitocomplesso.
L’assunzione regolare di succo di limone aiuta a prevenire la formazione di calcoli, anche se il trattamento rischia di determinare disturbi gastrici che limitano la compliance dei pazienti. Queste le conclusioni cui sono giunti i ricercatori del dipartimento di Medicina renale dell’Istituto Mario Negri dopo aver condotto uno studio su 203 pazienti con calcolosi ricorrente in cui sono stati valutati gli effetti dell’assunzione di 60 mL di succo di limone fresco due volte al giorno in aggiunta alla dieta povera di proteine animali e di sale che viene raccomandata alle persone affette da calcolosi. Il gruppo di controllo assumeva la stessa dieta ma senza la supplementazione di succo di limone.
Planeterranea, ovvero un modello alimentare sano e sostenibile, basato sulle proprietà nutrizionali della Dieta mediterranea (Dm), ma implementato a livello locale utilizzando i prodotti alimentari disponibili nelle diverse aree del mondo. A promuoverlo, dalle colonne di Nature, la cattedra Unesco di Educazione alla salute e allo sviluppo sostenibile dell'Università Federico II di Napoli, guidata da Annamaria Colao, ordinario di Endocrinologia presso lo stesso ateneo e presidente della Società italiana di endocrinologia.
Una dieta con basso indice glicemico potrebbe prevenire il diabete di tipo 2. Questo il risultato dello studio Medgi-Carb, pubblicato di recente su Nutrients, condotto da ricercatori dell’Istituto di scienze dell’alimentazione del Consiglio nazionale delle ricerche di Avellino (Cnr-Isa) in collaborazione con l’Unità diabete, nutrizione e metabolismo dell’Università Federico II di Napoli e le Università di Purdue (Usa) e Chalmers (Svezia).