Perché si nota una sproporzione eccessiva tra la parte superiore e quella inferiore del corpo? Perché pur stando a dieta o mangiando pochissimo non si dimagrisce? Perché se si perde peso avviene solo nella parte superiore del corpo?
La creatina, un acido organico ottenuto dalla dieta (principalmente dalla carne rossa e dai frutti di mare) o sintetizzato endogenamente nel fegato, nei reni e nel cervello svolge un ruolo chiave nella bioenergetica cerebrale. La fosfocreatina e l'adenosina difosfato vengono, infatti, convertite in creatina e adenosina trifosfato (Atp) più velocemente della fosforilazione ossidativa e dei processi glicolitici. Dal momento che una sua integrazione aumenta il contenuto di creatina nel cervello e il rapporto tra fosfocreatina e Atp, c’è da diversi anni grande interesse sugli effetti neurocomportamentali e fisiologici della supplementazione.
Si è concluso nei giorni scorsi a Rimini il VI Meeting nazionale Pazienti e Famiglie Fabry, organizzato annualmente dall’Associazione italiana Anderson-Fabry. Tra gli argomenti chiave di quest’anno, l’importanza dell’alimentazione nella gestione della patologia.
I pazienti con insufficienza cardiaca in sovrappeso o obesi hanno meno probabilità di finire in ospedale o morire rispetto ai normopeso? Sembrava così, al punto da esser definito un paradosso dell'obesità. Ora, però, uno studio, pubblicato sull'European heart journal, cambia completamente le carte in tavola, svelando il perché di quell’errata conclusione: il Bmi come parametro predittivo è fuorviante. Altri sono i marcatori da prendere in esame, che svelano l’esatto opposto del paradosso.