Un serbatoio di nutrienti, vitamine, enzimi, oligoelementi, aminoacidi essenziali, sempre più amati da salutisti e chef.
Il test del microbiota intestinale rappresenta uno strumento utile ai professionisti per migliorare il percorso diagnostico-terapeutico, che sempre più tende a focalizzarsi sulle caratteristiche individuo-specifiche della persona.
Negli studi sugli animali, l'integrazione di β-nicotinamide mononucleotide (Nmn), una molecola endogena presente in piccole quantità anche nella maggior parte delle piante, come edamame, broccoli e cetriolo, aumenta le concentrazioni di nicotinamide adenina dinucleotide (Nad) con un buon profilo di sicurezza e diversi vantaggi per la salute. La concentrazione di Nad, di cui l’Nmn è precursore, diminuisce con l'età ed è quindi una molecola di grande interesse per migliorare la longevità e un invecchiamento fisiologico ma in salute. Nell’uomo, però non è chiaro se gli effetti riscontrati nell’animale siano sovrapponibili.
Hai la gastrite, il colesterolo alto o la stipsi? Fluidifica la bile. Sei distratto o poco concentrato? Riequilibra gli acidi grassi. Hai la tachicardia? Risolvi la digestione lenta. Hai l'acne e non dimagrisci? Controlla l'insulina. Sei intollerante a molti alimenti? Riattiva il fegato pigro. Molte volte i sintomi hanno cause lontane, controintuitive. Occorre ricercarle, come ha fatto Sara Farnetti negli otto casi raccontati in Pensaci prima (Rizzoli; 336 pp; € 18,90), che svelano il suo innovativo approccio medico che valorizza una visione funzionale e sistemica del singolo paziente.