Quando l’intestino non collabora, quando ci sentiamo gonfi, quando abbiamo dolori addominali e stipsi, niente funziona più come dovrebbe. Sono malesseri di cui soffrono milioni di italiani che spesso restano irrisolti nonostante il continuo peregrinare in cerca di soluzioni.

Il Centro nacional de investigaciones oncológicas (Cnoi) di Madrid ha dato appuntamento, la scorsa fine di ottobre, ad alcuni dei più autorevoli scienziati internazionali per discute di cancro e alimentazione. Tra le sfide della ricerca di questi ultimi anni, infatti, c’è non soltanto l’individuazione di interventi nutrizionali a scopo preventivo, ma anche il comprendere se l’alimentazione possa rappresentare un utile supporto terapeutico.

In collaborazione con Yakult Italia

Le difficili condizioni ambientali all’interno di stomaco e intestino tenue da sempre rappresentano la principale sfida per i probiotici nel tentativo di attraversare il tratto gastrointestinale e colonizzare l’intestino. Nonostante molte promesse, spesso ci si ritrova, come dimostrato da diversi studi su campioni fecali, con prodotti che falliscono il tentativo.

Prendere di mira l'asse intestino-cervello anche con interventi nutrizionali può rappresentare, per il prossimo futuro, un nuovo approccio che va ad aggiungersi alle attuali terapie disponibili nella cura alla malattia di Parkinson. A sostenerlo, nel corso del recente International Yakult Symposium tenutosi a Milano, Aletta D. Kraneveld, dell’Utrecht institute for pharmaceutical sciences.

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