Non basta più chiedersi quale flavonoide utilizzare. La domanda che sta emergendo nella ricerca è anche come riuscire a portarlo nel posto giusto, nella forma giusta e per il tempo necessario. È questa la prospettiva al centro di un lavoro pubblicato il 28 settembre su npj Science of Food, che analizza le potenzialità dei flavonoidi nano-incapsulati come approccio mirato, in particolare nelle malattie infiammatorie intestinali.
L'orientina è un composto naturale al centro di una review pubblicata di recente sulla rivista Inflammopharmacology, che esamina le numerose proprietà benefiche di questa molecola, suggerendone un ruolo come possibile nutraceutico.
La possibile azione neuroregolatoria, accompagnata da una spiccata attività antiossidante e antinfiammatoria, candida i flavonoidi a potenziali agenti nutraceutici per la modulazione del tono dell’umore. Le attuali evidenze preliminari, però, dovranno essere confermate da ulteriori indagini che ne dimostrino la reale efficacia.
Mele e more, ma anche cioccolato fondente, pesche e pomodori. Tutti alimenti ricchi di flavonoli e, in particolare, quercetina, che un nuovo studio pubblicato sull’American journal of nutrition indica come fattore protettivo dal rischio di fragilità negli anziani.