Vitamina B12, soglie attuali inadeguate? Nuovo studio solleva dubbi

24 Febbraio 2025

 

Un recente studio pubblicato sugli Annals of Neurology solleva interrogativi sulle attuali linee guida nutrizionali suggerendo che i livelli di vitamina B12 considerati "normali" potrebbero non essere ottimali per la salute neurologica in età avanzata.

L'indagine, condotta su un gruppo di anziani sani, ha infatti scoperto che anche all'interno dell'intervallo considerato normale, i livelli di B12 possono influenzare la funzione cerebrale. I ricercatori hanno esaminato 231 volontari con un'età media di 71 anni e livelli di B12 considerati nel range normale (mediana di 414.8 pmol/L), sottoponendoli a test neurologici avanzati, risonanze magnetiche e analisi del sangue.

Lo studio ha evidenziato che bassi livelli di B12, in particolare la frazione legata alla transcobalamina (Holo-Tc), sono associati a ritardi nella latenza dei potenziali evocati visivi (segnale di potenziale compromissione della mielina), al rallentamento della velocità di elaborazione del pensiero, in modo dipendente dall'età, e all’aumento del volume delle iperintensità della sostanza bianca alla risonanza magnetica, indicatore di danno cerebrale spesso collegato a problemi vascolari e declino cognitivo. Sorprendentemente, alti livelli di holo-haptocorrina (Holo-Hc), una frazione biologicamente inattiva della B12, si sono rivelati correlati con i livelli serici della proteina Tau, biomarcatore di neurodegenerazione.

“Gli attuali parametri per definire livelli adeguati di B12 potrebbero essere inappropriati considerando gli esiti neurofisiologici, neuropsicologici, sierologici e neuroradiologici evidenziati”, concludono gli Autori. “La nostra idea è che i livelli sani di B12 andrebbero rivisitati per promuovere un intervento più precoce e la prevenzione del declino cognitivo, specialmente negli anziani a rischio di malassorbimento. Questi risultati, infatti, mettono in discussione la nostra comprensione dei livelli ottimali di B12. È necessario rivedere le raccomandazioni nutrizionali, tenendo conto degli effetti neurologici sottili che possono manifestarsi anche in persone con livelli considerati normali". (n.m.)

 

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