L’alimentazione e i nutraceutici possono influenzare il rischio di sviluppare la MASLD e la sua evoluzione.
Alimentazione e Steatosi
Il CARDIA Study (Coronary Artery Risk Development in Young Adults) ha esaminato l’associazione tra la NAFLD, diagnosticata mediante TC, e i diversi pattern dietetici (1). Dopo aggiustamento dei dati per età, razza, sesso, livello educazionale, uso di alcol, attività fisica e fumo, il pattern dietetico caratterizzato da maggiore consumo di carne è risultato associato significativamente con la NAFLD (p < 0.0001). Un recente studio trasversale, condotto a livello di survey nell’Italia del SUD, ha dimostrato che il progressivo incremento del consumo di carne bianca favorisce lo sviluppo della MASLD nelle donne, mentre esercita un effetto protettivo nei maschi, soprattutto se si fa riferimento al pollame (2). Il CARDIA Study ha anche dimostrato che il patten dietetico caratterizzato da maggiore consumo di frutta e verdura non è risultato correlato significativamente con la presenza di NAFLD (1). Peraltro, in pazienti affetti da steatosi epatica, il consumo giornaliero di spremuta di arancia ha indotto, dopo 4 settiman,e un incremento dei livelli circolanti di vitamine C, A, tiamina e riboflavina e ha ridotto il grado di steatosi epatica, quantificata mediante fibroscan (3). Per quanto attiene ai modelli di dieta, sicuramente la dieta mediterranea rappresenta quello più idoneo per prevenire e curare la MASLD. La dieta mediterranea prevede notoriamente una signficativa quantità di olio di oliva extravergine (EVO), che rappresenta la fonte principale di acidi grassi monoinsaturi nella dieta mediterranea (4). Questo olio riduce l’accumulo di trigliceridi nel fegato, riduce i trigliceridi plasmatici postprandiali, migliora la glicemia, aumenta la secrezione insulinica e la espressione del GLUT-2 nelle cellule epatiche. Ancora, l’EVO riduce l’attivazione della via NF-kB e della ossidazione del colesterolo, mentre migliora la resistenza insulinica riducendo la produzione di citochine inflammatorie (TNF-α and IL-6). I composti fenolici dell’olio di oliva modulano la diversità del microbiota intestinale. A parte l’EVO, la dieta mediterranea previene la steatosi epatica attraverso l’incremento dei vegetali, degli alimenti ricchi in fibre e dei grassi monoinsaturi e polinsaturi e la riduzione degli alimenti processati, dei soft drinks, degli zuccheri aggiunti, del sale e dell’alcol (5). Di per se, la riduzione dei carboidrati e l’aumento dell’introito dei lipidi riduce il grasso epatico ed aumenta la sensibilità epatica all’insulina dopo soli 4 giorni di trattamento (6). Ne sono responsabili l’aumento della ossidazione dei grassi, la chetogenesi e la riduzione della denovo lipogenesis (6). Un modello di dieta molto interessante è la dieta chetogenica a bassissimo numero di calorie (VLEKD). Dopo soltanto 8 settimane, essa ha dimostrato di ridurre significativamente il grado di steatosi epatica in pazienti con obesità (7). Dati recenti suggeriscono che il digiuno intermittente, e il time restricting fasting (TRF) in particolare, può migliorare il grado di steatosi epatica (8).
Nutraceutici e Steatosi
Lo stress ossidativo è un fattore chiave nello sviluppo delle malattie epatiche cronche e si ritiene che gli antiossidanti possano prevenire e curare tali patolgie. La berberina esercita un’azione antiossidante attraverso numerosi meccanismi (9): attiva la pathway della AMPK, che riduce la produzione dei ROS, e migliora il metabolismo energetico. Inoltre, aumenta l’attività degli enzimi antiossidanti come SOD, catalasi e glutatione perossidasi, proteggendo le cellule dal danno ossidativo (9). La silimarina attiva la pathway del nuclear factor erythroid 2-related factor 2 (Nrf2), che aumenta la espressione degli enzimi antiossidanti e stabilizza le membrane mitocondriali. Ancora, la silimarina riduce la formazione dei ROS e lo stato infiammatorio generalizzato.
I flavonoidi hanno proprietà antinfiammatorie, antiossidanti ed epatoprotettive e alcuni autori ipotizzano che la modulazione del microbioma possa inibire lo sviluppo e la progressione della MASLD (10). Bassi livelli circolanti di α-carotene, β-carotene e lycopene sono risultati associati con un maggiore rischio di MASLD, mentre un aumento dell’introito di β-carotene può ridurre la incidenza di tale patologia (11). L’epigallocatechina gallato (EGCG), ingrediente bioattivo del thè verde, può favorire la riduzione del grasso epatico (12). Oltre a quelli già citati, altri antiossidanti potenzialmente utili sono la curcumina (13), il resveratrolo e la quercetina. Nutraceutici che possono migliorare lo stato di salute epatica sono anche alcuni probiotici (14), estratti vegetali come moringa oleifera, cynara cardunculus, citrus bergamia e vitamine come la vitamina D e la B12 e microelementi come il cromo picolinato.
Per quanto attiene alle carenze che possono favorire la MASLD, il deficit di folati contribuisce allo sviluppo ed alla progressione della NAFLD e della NASH (steatoepatite non alcolica) (15).
A completamento di questa review, è importante specificare che alcuni degli effetti descritti, esercitati dagli alimenti e dai nutraceutici, sono mediati da modificazioni del microbioma. Inoltre, va sottolineato che non vi sono modelli alimentari o alimenti funzionali o nutraceutici che abbiano dimostrato un effetto protettivo sulla fibrosi epatica; fa eccezione la vitamina E, che riduce il “fibrosis score” quando proposto a un dosaggio superiore alle 600 UI/die e per almeno 1 anno (16).
Giovanni De Pergola
Centro di Nutrizione Clinica per la Ricerca e la Cura dell’Obesità e delle Malattie del Metabolismo, Istituto Nazionale di Gastroenterologia, IRCCS “Saverio de Bellis”, Castellana Grotte, Bari
BIBLIOGRAFIA
1) Gray ME et al. Dietary patterns and prevalent NAFLD at year 25 from the Coronary Artery Risk Development in Young Adults (CARDIA) Study. Nutrients, 2022 Feb 18;14(4):854, doi: 10.3390/nu14040854
2) Guido D et al. A dose-response study on the relationship between white meat intake and metabolic dysfunction-associated steatotic liver disease (MASLD) in Southern Italy: results from the Nutrihep Study. Nutrients, 2024 Sep 13;16(18):3094, doi: 10.3390/nu161830
3) Notarnicola M et al Daily orange consumption reduces hepatic steatosis prevalence in patients with metabolic dysfunction-associated steatotic liver disease: exploratory outcomes of a randomized clinical trial.
4) Basheer M et al. Olive oil's attenuating effects on lipotoxicity. Adv Exp Med Biol, 2024:1460:869-88
5) Barraza JA et al. Dietary pattern’s role in hepatic epigenetic and dietary recommendations for the prevention of NAFLD.
6) London A et al. The impact of short-term eucaloric low- and high-carbohydrate diets on liver triacylglycerol content in males with overweight and obesity: a randomized crossover study. Am J Clin Nutr, 2024 Aug;120(2):283-293.
7) Rinaldi R et al The effects of eight weeks’ very low-calorie ketogenic diet (VLCKD) on liver health in subjects affected by overweight and obesity. Nutrients 2023, 15, 825.
8) Castillo MF et al Effect of intermittent fasting on lipid profile, anthropometric and hepatic markers in non-alcoholic fatty liver disease (NAFLD): A systematic review. Curr Vasc Pharmacol 2024;22(3):187-202.
9) Garcia-Munoz A et al. A descriptive review of the antioxidant effects and mechanisms of action of berberine and silymarin. Molecules, 2024 Sep 26;29(19):4576.
10) Sokal-Dembowska A et al Flavonoids and their role in preventing the development and progression of MAFLD by modifying the microbiota. Int J Mol Sci, 2024 Oct 17;25(20):11187
11) Hu B et al. A systematic review of dietary and circulating carotenoids and liver disease. Food Funct, 2024 Sep 30;15(19):9813-9832.
12) Yang M et al Epigallocatechin gallate alleviates non-alcoholic fatty liver disease through the inhibition of the expression and activity of dipeptide kinase 4. Clin Nutr, 2024 Aug;43(8):1769-1780.
13) He Y et al Curcumin supplementation alleviates hepatic fat content associated with modulation of gut microbiota-dependent bile acid metabolism in patients with nonalcoholic simple fatty liver disease: a randomized controlled trial. Am J Clin Nutr, 2024 Jul;120(1):66-79.
14) Mijangos-Trejo A et al. Prebiotics and probiotics: Therapeutic tools for nonalcoholic fatty liver disease. Int J Mol Sci, 2023 Oct 5;24(19):14918
15) Yang M et al. Role of folate in liver diseases. Nutrients, 2024 Jun 14;16(12):1872
16) Wang MY et al. Vitamin E supplementation in the treatment on nonalcoholic fatty liver disease (NAFLD): Evidence from an umbrella review of meta-analysis on randomized controlled trials. J Dig Dis, 2023 Jun-Jul;24(6-7):380-389.
