Università di Perugia e Bios-Therapy: partnership strategica per la sanità sostenibile

06 Ottobre 2025

Presentata nei giorni scorsi alla stampa l’iniziativa di collaborazione denominata Unibios, nata dalla partnership tra l’Università degli Studi di Perugia e Bios-Therapy, Physiological Systems for Health S.p.A. Questa nuova entità pubblico-privata innovativa si pone l'obiettivo ambizioso di “indagare l’applicabilità delle moderne tecnologie inerenti le scienze del vivente, spostando l'approccio scientifico da una visione riduzionistica a quella delle complessità”.

L’accordo quadro prevede la possibilità di coinvolgimento di tutti i 14 dipartimenti universitari. Da parte sua, Bios-Therapy, azienda nata come spin off del Gruppo Aboca e punto di riferimento nelle scienze omiche applicate a nuovi processi terapeutici, si impegna a cedere il proprio know-how per sviluppare e rendere applicabili le nuove tecnologie legate alle scienze della vita.

Unibios è già operativa, forte dei successi di due trial clinici già condotti dall'Università di Perugia: uno sul Mild cognitive impairment, guidato dalla Prof.ssa Patrizia Mecocci, e uno sull’osteoartrite del ginocchio, guidato dal Prof. Auro Caraffa.

Vincenzo Nicola Talesa, direttore del dipartimento di Medicina e chirurgia, Università degli studi di Perugia: “L’ accordo rappresenta una joint venture tra pubblico e privato, con la possibilità di integrare competenze diverse senza intaccare l’autonomia reciproca. L’università mantiene la sua missione di didattica, ricerca e terza missione, che non sono delegabili. La pubblica istruzione è un bene fondamentale per il Paese e perderne l’autonomia significherebbe un grave danno. Così come la sanità pubblica, che accompagna i cittadini per l’intero corso della vita e che consente all’Italia di avere una delle più alte longevità al mondo. Non è solo merito della dieta mediterranea o della genetica, ma soprattutto di un sistema sanitario pubblico che garantisce accesso alle cure a tutti. Per questo dobbiamo impegnarci a mantenerlo tale e collaborare con persone come il Cav. Mercati, con cui condividiamo la visione che considera la persona nel suo insieme e non la malattia come qualcosa separata dal resto”.

Valentino Mercati, Ceo Bios-Therapy: “L’accordo di collaborazione è importante perché viviamo una fase storica incerta, ma crediamo che la guida debba essere l’intelligenza del vivente, non solo l’intelligenza artificiale. Siamo immersi in un mondo di materia artificiale, ma possiamo recuperare l’appartenenza al sistema vivente. Ricordo il 1977, quando iniziai qui con il professor Menghini, con l’obiettivo di riconoscere l’impronta digitale di ogni entità vivente, che è in continua trasformazione. Oggi l’intelligenza artificiale può essere un sapere al servizio della condivisione. L’uomo non domina il mondo, deve costituirlo insieme agli altri organismi viventi. Per noi collaborare con un’Università di primo livello è un grande orgoglio. L’Università insegna i concetti, ma l’azienda privata può renderli operativi. Con questa collaborazione pubblico-privato possiamo affrontare le nuove esigenze della ricerca e della sanità, anche in ambito di malattie cronico-degenerative e biotecnologie”.

Jacopo Lucci, Chief scientific officer Bios-Therapy: “Questa collaborazione nasce da una profonda condivisione sulla necessità di un cambio di paradigma nella ricerca in medicina e in altri ambiti della conoscenza, come UNIBIOS dovrà fare. Centrale sarà il passaggio a un paradigma che valorizzi la complessità degli organismi e l’interazione con le terapie, affiancando l’approccio riduzionista basato su specifici bersagli molecolari. Questo percorso verrà portato avanti mettendo in comune il know-how dell’università e dell’azienda, con grandi risorse e intenti condivisi”.

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