Dagli Omega-3 alla curcumina: sostanze naturali allo studio per la retinopatia diabetica

16 Giugno 2025

Una recente review, pubblicata su Nutrients, ha preso in esame come i nutrienti e le sostanze naturali possano integrare i trattamenti convenzionali per la retinopatia diabetica, una grave complicanza del diabete. Il lavoro approfondisce i meccanismi patofisiologici della retinopatia diabetica, tra cui stress ossidativo, infiammazione e la formazione di prodotti finali di glicazione avanzata. Vengono poi discussi diversi composti naturali, come gli acidi grassi omega-3, la vitamina D e i polifenoli (resveratrolo, curcumina, flavonoidi, berberina, quercetina ed EGCG), evidenziandone le proprietà ipoglicemizzanti, antinfiammatorie e antiossidanti. Lo studio esamina anche le potenziali sinergie tra queste sostanze naturali e le terapie farmacologiche tradizionali, pur riconoscendo la necessità di ulteriori ricerche cliniche per stabilire dosaggi ottimali e la sicurezza a lungo termine.

Ne parliamo con Marco Zeppieri, dell’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale (Udine) e del dipartimento di Oftalmologia dell’Università di Trieste, autore del lavoro in collaborazione con Francesco Cappellani e Caterina Gagliano, entrambi dell’Università Kore di Enna e del Policlinico “G.B. Morgagni” presidio Oculistico di Catania.

Gli autori hanno costituito un gruppo composto da giovani clinici e ricercatori, denominato GRIDO (Group of Research in Innovative Discovery in Ophthalmology), attivo nello studio delle complicanze oculari e delle potenzialità degli approcci integrati.

Dr. Zeppieri, che cos’è la retinopatia diabetica e perché è una complicanza significativa del diabete mellito?

La retinopatia diabetica è una complicanza cronica del diabete che interessa i vasi sanguigni microscopici della retina. Nel tempo, l'eccesso di glucosio nel sangue compromette la microcircolazione retinica, provocando perdita di integrità vascolare, ischemia e, nei casi più gravi, proliferazione vascolare anomala. È una delle principali causa di cecità degli adulti in età lavorativa e frequentemente avanza senza sintomi iniziali, rendendo essenziali i controlli oftalmologici periodici. La sua rilevanza deriva dal potenziale impatto visivo e anche dal fatto che funge da indicatore di danno microvascolare sistemico nel paziente diabetico.

Quali sono i meccanismi patologici chiave alla base dello sviluppo e della progressione della retinopatia diabetica?

I principali meccanismi comprendono infiammazione cronica, stress ossidativo, disfunzione endoteliale e ipossia retinica. L'iperglicemia persistente attiva percorsi metabolici che generano radicali liberi, incrementano i prodotti finali della glicazione avanzata (AGEs) e promuovono l'espressione di fattori pro-angiogenici come il fattore di crescita vascolare endoteliale (VEGF). Questi processi compromettono la barriera emato-retinica e provocano alterazioni vascolari e neuronali. Comprendere tali meccanismi è fondamentale per individuare bersagli terapeutici, anche nel contesto nutrizionale e integrativo.

Come il controllo della glicemia influisce sul rischio e sulla progressione della retinopatia diabetica?

Un adeguato controllo glicemico rappresenta il principale e più significativo fattore protettivo contro l'insorgenza e la progressione della retinopatia. Studi clinici, come il DCCT per pazienti con diabete di tipo 1 e l’UKPDS per il tipo 2, hanno evidenziato che il mantenimento di livelli stabili di emoglobina glicata (HbA1c) riduce significativamente il rischio di complicanze microvascolari, comprese quelle retiniche. La variabilità glicemica appare avere un effetto deleterio; pertanto, si raccomanda un approccio integrato che comprenda nutrizione, attività fisica, terapia farmacologica e monitoraggio continuo.

Quali nutrienti e sostanze naturali sono stati studiati per i loro potenziali effetti sulla retinopatia diabetica?

Nel nostro studio abbiamo esaminato vari nutrienti e composti bioattivi con potenziale effetto salutare. Tra queste vi sono acidi grassi omega-3, polifenoli come resveratrolo, curcumina e quercetina, vitamine C, D, E, carotenoidi come luteina e zeaxantina, zinco, magnesio e melatonina. Questi composti hanno evidenziato attività antiossidante, anti-infiammatoria e protettiva della barriera vascolare retinica. Nonostante i dati preclinici siano incoraggianti, persiste la necessità di condurre studi clinici randomizzati su vasta scala per convalidare l'efficacia, i dosaggi e le modalità di utilizzo.

In che modo gli acidi grassi Omega-3 possono contribuire alla gestione della retinopatia diabetica?

Gli omega-3, in particolare EPA e DHA, regolano la risposta infiammatoria e promuovono la neuroprotezione. Possono diminuire la produzione di citochine pro-infiammatorie e l'espressione di VEGF, ostacolando la progressione della retinopatia proliferante. Inoltre, migliorano la fluidità di membrana e la microcircolazione retinica. Alcuni studi suggeriscono benefici anche sulla funzione visiva soggettiva. Tuttavia, il dosaggio efficace e la durata ottimale della supplementazione restano oggetto di studio, ed è importante scegliere fonti purificate e certificate.

Qual è il ruolo potenziale della Vitamina D nella prevenzione e gestione della retinopatia diabetica?

La vitamina D partecipa alla regolazione del sistema immunitario e alla modulazione dell'infiammazione. La sua insufficienza è stata associata a una maggiore incidenza e severità della retinopatia diabetica. Agisce diminuendo lo stress ossidativo, regolando l'attività del VEGF e potenziando la sensibilità all'insulina. Numerosi studi osservazionali avvalorano il ruolo protettivo della vitamina D, tuttavia mancano ancora trial clinici definitivi. È opportuno raccomandare il monitoraggio dei livelli sierici nei pazienti diabetici e valutare un'integrazione in caso di carenza accertata.

Come possono i polifenoli, come il resveratrolo e la curcumina, influenzare la retinopatia diabetica?

Il resveratrolo e la curcumina presentano potenti proprietà antiossidanti e anti-infiammatorie. Il resveratrolo agisce a livello mitocondriale e può diminuire l'attivazione del VEGF. La curcumina preserva la barriera emato-retinica e contrasta la neurodegenerazione. Tuttavia, la loro biodisponibilità sistemica è restrittiva, pertanto sono in fase di ricerca nuove formulazioni, quali liposomi e nanoparticelle. Nonostante i dati incoraggianti, sono necessari studi clinici controllati per determinare le dosi ottimali, la sicurezza a lungo termine e le interazioni con farmaci convenzionali.

Le sostanze naturali possono essere utilizzate in combinazione con le terapie convenzionali?

Numerosi composti naturali possono integrare le terapie convenzionali, favorendo una gestione più olistica del paziente diabetico. L'integrazione non deve sostituire i trattamenti oftalmologici con laser e anti-VEGF o sistemici, ma può fornire effetti sinergici se opportunamente selezionata e monitorata. È fondamentale evitare l’autoprescrizione e affidarsi a professionisti sanitari per personalizzare l’approccio. Inoltre, il contesto regolatorio limita l’uso clinico su larga scala: la ricerca futura dovrebbe mirare a validare protocolli integrati basati su evidenze scientifiche solide. Nuove tecnologie di supporto potrebbero superare le attuali limitazioni di assorbimento sistemico, aprendo la strada a formulazioni più efficaci. Queste includono formulazioni nano-tecnologiche in cui nanoparticelle, liposomi e micelle producono un netto aumento dell’assorbimento sistemico e della stabilità intestinale, specialmente per resveratrolo e curcumina. Inoltre, sono da promuovere vie di somministrazione alternative, ad esempio sublinguale e transmucosale, in questo caso, per il resveratrolo, già in fase sperimentale, che evitano il metabolismo di primo passaggio epatico, permettendo un’assimilazione più rapida e diretta nel circolo sistemico. In ambito oftalmologico, per raggiungere la retina, si stanno progettando spray nasali e colliri con polifenoli, che attraverso la via olfattiva o la via transcorneale, potrebbero raggiungere i tessuti più rapidamente, in quantità efficace e riducendo gli effetti collaterali sistemici. Matrici alimentari potenziate, come l’abbinamento con grassi sani come l’olio di oliva o il burro di karité o con piperina, un alcaloide del pepe nero, insieme alle terapie topiche, potrebbero migliorare l’assorbimento intestinale di alcune sostanze come la curcumina che hanno già dimostrato efficacia.

Nicola Miglino

 

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