Il ruolo dell'infiammazione nel recupero
Omega-3 (Epa e Dha) e Omega-6 (come l’Acido arachidonico - Aa) sono definiti "essenziali" poiché l'organismo non è in grado di sintetizzarli autonomamente. “Mentre gli Omega-6 attivano i processi infiammatori, gli Omega-3 ne promuovono la corretta risoluzione”, sottolinea Righetti. “In ambito sportivo, l’infiammazione post-esercizio è un processo necessario per riparare i danni muscolari e favorire l’adattamento all’allenamento. Tuttavia, uno squilibrio a favore degli Omega-6 può rendere la rigenerazione dei tessuti meno efficiente, aumentando il rischio di sovrallenamento e infortuni da stress”.
Dalle ricerche condotte dall’Equipe Enervit emerge un dato sorprendente: molti sportivi presentano livelli di Omega-3 nel sangue più bassi rispetto alla popolazione generale. Uno studio su 275 runner ha dimostrato che all’aumentare del chilometraggio settimanale, i livelli di Omega-3 diminuiscono proporzionalmente. Inoltre, è stato osservato che un’attività di corsa ad alta intensità (90% del Vo2max) di circa un'ora è sufficiente a ridurre significativamente la presenza di Omega-3 nel sangue. Livelli molto sbilanciati, con un rapporto Aa/Epa superiore a 30, sono stati collegati a un maggiore rilascio di marcatori di danno muscolare.
Efficienza energetica e performance
“Sul piano della prestazione pura, sebbene non vi siano prove definitive di un aumento del Vo2max, gli Omega-3 sembrano migliorare il costo energetico dell’atleta”, prosegue Righetti. “Questo accade perché il Dha viene incorporato nelle membrane dei mitocondri, le centrali energetiche cellulari, favorendo una produzione di Atp più efficiente a parità di ossigeno consumato. In sostanza, chi ha livelli ottimali di Omega-3 tende a consumare meno energia per sostenere lo stesso ritmo di corsa o pedalata”.
Per ottimizzare questo profilo, Righetti suggerisce non solo di aumentare l'apporto di Omega-3 e ridurre gli Omega-6 nella dieta, ma anche di “curare l'integrazione di carboidrati. L'assunzione di miscele di maltodestrine e fruttosio, in un rapporto 2:1, durante attività intense può infatti favorire il rilascio di Omega-3 nel sangue nelle ore successive, facilitando così la risoluzione dell'infiammazione e il ritorno all'omeostasi”. (n.m.)
