Secondo un’indagine inedita condotta su oltre 3 mila pazienti, circa l’80% dei malati dichiara di non aver mai ricevuto una valutazione nutrizionale da parte di un professionista sanitario. Questo vuoto assistenziale ha conseguenze dirette sulla salute pubblica: circa il 20% dei 250 mila pazienti italiani si trova già in una condizione di rischio nutrizionale, il che significa che circa 50 mila cittadini sono in potenziale pericolo clinico.
Un rischio clinico spesso invisibile
La malnutrizione nelle Mici non è solo una questione di peso, ma un fenomeno complesso alimentato dall'infiammazione cronica. I dati sono emblematici: tra il 13% e il 27% dei pazienti sviluppa malnutrizione, mentre oltre il 40% soffre di sarcopenia, ovvero la perdita di massa e funzionalità muscolare. Inoltre, il 78% dei soggetti presenta gravi carenze di micronutrienti essenziali, come vitamina D, zinco, ferro e vitamina B12, causate da malassorbimento, diarrea cronica e riduzione dell’appetito dovuta al dolore post-prandiale.
"Mentre la malattia viene trattata farmacologicamente, il monitoraggio dello stato nutrizionale resta spesso un aspetto trascurato", sottolinea Antonella Lezo, presidente della Sinpe (Società ltaliana di nutrizione artificiale e metabolismo). Una trascuratezza che si traduce in esiti clinici peggiori, tra cui recidive più frequenti, degenze ospedaliere più lunghe e una ridotta risposta ai trattamenti.
La campagna: “Perdi peso? Non perdere tempo!”
Per rispondere a questa emergenza, Amici Italia, con il patrocinio della Sinpe e il contributo di lionhealth, ha dato il via alla campagna di screening nazionale “Perdi peso? Non perdere tempo!”. L'iniziativa, che durerà un anno, prevede una roadmap di 10 eventi territoriali in centri specializzati a Milano, Padova, Napoli, Roma, Torino, Palermo, Pisa, Modena e Bari.
Uno degli strumenti centrali della campagna è il test Must (Malnutrition universal screening tool), un questionario rapido e validato a livello internazionale disponibile online sul sito dell'associazione. Attraverso sei semplici domande, il test analizza l’indice di massa corporea, il calo di peso involontario e l’impatto della malattia sulla capacità di alimentarsi, offrendo ai pazienti un risultato pratico da condividere immediatamente con il proprio medico.
L'appello alle istituzioni e ai pazienti
Amici Italia punta a una vera e propria rivoluzione culturale nel percorso di cura. L'appello ai medici è quello di considerare lo screening nutrizionale come parte integrante di ogni follow-up, al pari della prescrizione terapeutica. Ai pazienti, invece, viene rivolta una raccomandazione pratica: non aspettare il "crollo" fisico e monitorare mensilmente il proprio peso. Una variazione superiore al 5% deve essere considerata un campanello d'allarme da segnalare tempestivamente allo specialista.
Infine, l'associazione si rivolge alle istituzioni affinché lo screening nutrizionale venga inserito stabilmente nei percorsi di cura delle Mici, garantendo una presa in carico multidisciplinare che coinvolga gastroenterologi e dietologi, un modello già consolidato in ambito oncologico ma ancora troppo raro nella gestione delle patologie intestinali croniche. (n.m.)
