Progetto "Ponte" per la presa in carico nutrizionale del paziente con Mici

26 Maggio 2025

Le Malattie infiammatorie croniche intestinali (Mici), come il morbo di Crohn e la colite ulcerosa, rappresentano sfide significative per i pazienti e il sistema sanitario. Secondo recenti dati, circa un terzo di chi ne soffre presenta malnutrizione, con peggioramento degli esiti clinici per il paziente e aumento significativo dei costi sanitari.

Per affrontare questo tema, è stata promossa nei giorni scorsi presso la Camera dei deputati un'iniziativa promossa dall'On. Simona Loizzo, presidente dell'Intergruppo parlamentare delle Malattie infiammatorie croniche intestinali. L'iniziativa ha visto la presentazione di un documento fondamentale, frutto del lavoro congiunto delle Società scientifiche Ig-Ibd, Sinuc e Sinpe, il "Progetto Ponte", realizzato anche grazie al supporto di LIONHEALTH Società Benefit e che propone un modello di gestione per la presa in carico del paziente con Mici affetto da malnutrizione.

“Il modello proposto non si basa solo sulle evidenze scientifiche, ma tiene anche conto della concreta fattibilità e dell'attuale struttura dei centri Ibd a livello nazionale”, afferma Loizzo. “L'obiettivo è rendere la presa in carico nutrizionale una componente reale e misurabile dei percorsi di cura, introducendo uno screening nutrizionale sistematico e definendo percorsi assistenziali graduati in base alla gravità della malnutrizione e al profilo clinico. Questo passo è considerato necessario per migliorare gli outcome dei pazienti, ridurre le disuguaglianze territoriali e valorizzare finalmente la nutrizione come parte integrante della cura”.

Per affrontare le criticità e migliorare la presa in carico nutrizionale, le Società Scientifiche hanno identificato una serie di soluzioni concrete:

  1. Aumento dei posti di specializzazione in scienze dell'alimentazione con indirizzo nutrizione clinica, al fine di disporre di maggiori risorse qualificate a supporto delle Ibd Unit.
  2. Inserimento obbligatorio di corsi di formazione in nutrizione clinica nei corsi di laurea in Medicina e Chirurgia e nella scuola di specializzazione in gastroenterologia.
  3. Digitalizzazione delle cartelle cliniche dei pazienti con Mici e inclusione obbligatoria dello screening nutrizionale con tool validati (come Must) per i gastroenterologi.
  4. Inserimento nel nomenclatore nazionale delle prestazioni specialistiche ambulatoriali della terapia dietetica (dieta alimentare) e della terapia nutrizionale a carico del Ssn per i pazienti affetti da Mici. Questo è già previsto per altre patologie come la fenilchetonuria e l'insufficienza renale cronica.
  5. Creazione di un Fondo dedicato all'erogazione gratuita degli Ons (Terapia nutrizionale orale) su prescrizione medica per i pazienti con malnutrizione severa o moderata. Si propone di valutare una distribuzione più snella e meno onerosa, ad esempio tramite le farmacie territoriali.

“Il lavoro intersocietario è stato molto intenso e produttivo e ha consentito di analizzare il problema della presa in carico metabolico-nutrizionale dei pazienti con Mici con diverse angolazioni, nel tentativo, ritengo riuscito, di intercettate le diverse dinamiche che determinano la ancora scarsa e insufficiente consapevolezza dei bisogni nutrizionali di questi malati”, sottolinea Maurizio Muscaritoli, presidente Sinuc. “Tra queste, la non ottimale formazione in ambito nutrizionale sia nei corsi di laurea che nelle scuole di specializzazione medica, che riguarda non solo i soggetti affetti da patologie gastrointestinali, è stata chiaramente individuata come una delle cause, certamente correggibili attraverso l’implementazione di percorsi formativi adeguati”.

Una valutazione farmacoeconomica condotta dal Prof. Paolo Sciattella, dell’Università di Roma Tor Vergata, ha evidenziato che la spesa media per un paziente malnutrito supera i € 10.800, un dato nettamente superiore rispetto ai € 6.800 per i pazienti non malnutriti, con un incremento di circa € 4.000 (+59,9%).

A livello nazionale, i circa 2.000 pazienti ospedalizzati nel 2018 per Mici con diagnosi di malnutrizione hanno generato una spesa di circa € 9 milioni in un solo anno per il Servizio sanitario nazionale. Questo studio, il primo in Italia ad analizzare l'impatto sui costi sanitari della malnutrizione nei pazienti con Mici, conferma che intervenire precocemente con una valutazione e una terapia nutrizionale adeguata rappresenta una strategia efficace non solo per migliorare gli esiti clinici, ma anche per ridurre i costi sanitari. Pertanto, investire in Terapia nutrizionale orale è considerato costo-efficace e capace di ridurre costi e ospedalizzazioni.

Così conclude Vincenzo Florio, presidente dell'associazione pazienti M.I.Cro Italia Odv: “L'intervento nutrizionale adeguato può ridurre l'intensità dei sintomi e promuovere la remissione della malattia. È cruciale che i pazienti non si sentano soli, ma possano contare su un supporto che integri le competenze mediche con una consapevolezza nutrizionale a 360 gradi”.

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