La storia della pasta svela identità e radici

Con “Il mito delle origini. Breve storia degli spaghetti al pomodoro” (Laterza, 106 pp, 9 Euro), seguendo le tracce del nostro piatto identitario per eccellenza, Massimo Montanari risale a tempi e luoghi distanti, dall’Asia all’America, dall’Africa all’Europa, dalle prime civiltà agricole alle innovazioni medievali, fino a vicende di qualche secolo fa o dell’altro ieri.

Scopriamo, così, che ricercare le origini della nostra identità non ci porta quasi mai a ritrovare noi stessi bensì altre culture, altri popoli, altre tradizioni, dal cui incontro e dalla cui mescolanza si è prodotto ciò che siamo diventati. Un compendio breve che ci fa conoscere la storia della pasta, mettendo in evidenza i concetti di identità e radici. Parentele ed estraneità di maccheroni e tagliatelle vengono ricostruiti nel dettaglio. “Non che manchi, per esempio, una tradizione cinese nel campo della pasta”, dice Montanari. “Tutt'altro. Tecniche e testimonianze in questo senso sono antichissime. Ma i due percorsi sono distinti e separati»

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