Quattro siti produttivi, 170 linee di produzione e confezionamento, oltre 650 dipendenti e 170 milioni di euro di fatturato. Con questi numeri si è presentato alla stampa nei giorni scorsi Biofarma Group, una nuova realtà industriale nell’ambito dello sviluppo, produzione e confezionamento di integratori alimentari, dispositivi medici, farmaci a base di probiotici e cosmetici esclusivamente conto terzi, frutto del merger tra Biofarma e Nutrilinea finalizzato lo scorso febbraio, poco prima del lockdown. La compagine comprende anche altre tre realtà del settore: Apharm, Claire e Pharcoterm.
Ribadito nel corso di Spazio Nutrizione, il convegno sulla sana alimentazione tenutosi a Milano il 25 e 26 settembre scorsi, il valore di una dieta equilibrata e, se necessario, di un’integrazione alimentare mirata per il controllo della colesterolemia Ldl. L’occasione è stata l’intervento di Andrea Poli, della Nutrition foundation of Italy: “La dieta svolge una funzione importante nella prevenzione delle malattie coronariche, ma la sua efficacia nella riduzione della colesterolemia è in realtà spesso limitata”, spiega Poli. “Gli integratori per il controllo della colesterolemia, se utilizzati maniera appropriata, possono quindi rafforzare gli effetti della dieta nella riduzione delle malattie cardiovascolari, specie coronariche”.
Folato, magnesio e latticini preziosi alleati contro il rischio di sviluppare cancro colorettale. Questi i risultati, pubblicati su Gut, di uno studio osservazionale “a ombrello” che ha preso in esame 80 lavori, tra review e metanalisi, pubblicati in letteratura a partire dal 1980 e sino al 2019 e che coinvolgevano partecipanti non ad alto rischio di tumore intestinale. I nutrienti presi in esame sono stati: vitamine o integratori (magnesio, calcio, acido folico, vitamina A, B, C, E, D, β-carotene e selenio); caffè; tè; pesce e acidi grassi omega-3; latticini; fibre; frutta e verdura; carne e alcol. Sono stati valutati, allo stesso scopo preventivo, anche alcuni farmaci, quali aspirina, Fans e statine.
Molto clamore ha suscitato, lo scorso aprile, la presa di posizione dell’Agenzia per la sicurezza alimentare francese (Anses) contro l’impiego di integratori a base di piante ed estratti vegetali in pazienti affetti da Covid-19 o sospetti tali. A distanza di qualche mese, dalle pagine del Journal of alternative and complementary medicine (Jacm), giunge una serie di considerazioni da parte di illustri clinici, ricercatori ed esperti italiani guidati da Fabio Firenzuoli, direttore del Cerfit, Centro di ricerca e innovazione in fitoterapia di Careggi, Firenze, utili a dare un contributo al dibattito. Paper ovviamente sottoposto a processo di peer review.