"Vedere gente senza un minimo di preparazione seria sul campo consigliare integratori e creare diete dal nulla è una ferita che si apre continuamente”. Così Atanasio De Meo, farmacista specializzatosi sul vasto campo dell’integrazione alimentari, nella prefazione a “Quello che non ti hanno mai detto sul cibo e sull’integrazione” (Bookness, 224 pp.; € 24,90), libro nato, a detta dell’Autore, “Per scardinare le convinzioni errate su integrazione e nutrizione”.
Nel corso del recente congresso della Società italiana di medicina estetica, svoltosi a Roma lo scorso weekend, Marzia Pellizzato, esperta di scienze e formulazioni nutraceutiche, ha illustrato gli effetti benefici sulla pelle dei vari componenti attivi presenti negli alimenti.
L'endometriosi è una malattia estrogeno-dipendente e attualmente le strategie terapeutiche conservative sono limitate al trattamento ormonale. Un numero crescente di studi sta quindi esplorando la dieta come possibile ulteriore approccio curativo, soprattutto alla luce delle attuali prove che suggeriscono un'associazione tra condizioni ginecologiche benigne, inclusa l'endometriosi, rischio cardiometabolico e infiammazione sistemica.
Negli Stati Uniti, la maggior parte delle donne in gravidanza e in allattamento fa uso di integratori alimentari a dosaggi superiori rispetto a quanto raccomandato. È bene, perciò, che medici e nutrizionisti abbiano l’occhio vigile, per consigliarne l’impiego nella maniera più corretta e mirata. Il monito arriva da uno studio americano, condotto dalla Purdue University, nell’Indiana, in collaborazione come le università dello Utah e del Colorado e pubblicato su Obstetric & Ginecology.