Cuore, 40% di italiani con almeno tre fattori di rischio. Iss: fari puntati sulla dieta

13 Ottobre 2025

Il panorama della salute cardiovascolare in Italia presenta sfide significative, con quattro italiani su dieci (40%) che portano con sé almeno tre fattori di rischio. Questi includono la sedentarietà, il fumo, l'eccesso ponderale e l'insufficiente consumo di frutta e verdura, oltre a patologie consolidate come ipertensione, diabete o ipercolesterolemia. Tuttavia, dai dati della sorveglianza Passi 2023-2024 dell’Iss (Istituto superiore di sanità) resi noti nei giorni scorsi, emerge una crescente consapevolezza riguardo il ruolo cruciale della dieta, in particolare nella gestione del sale.

Attualmente, cinque italiani su dieci dichiarano di fare attenzione o cercare di ridurre la quantità di sale assunta a tavola, nella preparazione dei cibi o nel consumo di alimenti conservati. Questa attenzione, tuttavia, non è distribuita uniformemente nella popolazione. L’uso consapevole del sale è più frequente tra le donne (62% rispetto al 52% degli uomini) e tra le fasce d'età più mature, raggiungendo il 65% tra i 50-69enni, in netto contrasto con il 45% riscontrato tra i giovani di 18-34 anni.

Si registra anche un significativo divario geografico e socio-economico. L'attenzione al consumo di sale è maggiore tra coloro che risiedono al Nord, con uno scarto di ben 10 punti percentuali rispetto al Sud (62% contro 52%), ed è più frequente tra le persone con un maggiore livello di istruzione.

Consigli specifici per patologia

L’eccesso ponderale gioca un ruolo chiave nell’aumento di patologie metaboliche e cardiovascolari. L'ipertensione, che colpisce il 33% dei 50-69enni, supera il 28% tra le persone in sovrappeso o obese. Per coloro che hanno ricevuto una diagnosi di ipertensione, la maggioranza (83%) ha ricevuto il consiglio di diminuire il consumo di sale come strumento di controllo della pressione arteriosa.

Anche l'ipercolesterolemia, associata all'età e all'eccesso ponderale (riferita dal 24% tra le persone in sovrappeso o obese), richiede modifiche dietetiche precise. Per contrastare il colesterolo alto, la stragrande maggioranza (86%) dei pazienti riceve il consiglio di consumare meno carne e formaggi, mentre il 77% è incoraggiato a introdurre più frutta e verdura.

Iodio: un dato positivo

Un elemento positivo emerge riguardo la consapevolezza del sale iodato. Complessivamente, il 78% degli italiani intervistati sceglie di utilizzare il sale iodato, un notevole incremento rispetto al 67% registrato nel 2015. La maggioranza ne fa un uso abituale, con il 47% che lo usa "sempre" e il 15% "spesso".

Nonostante i progressi nella consapevolezza, specialmente tra coloro con malattie croniche come l'ipertensione, per cui la riduzione del sale è fondamentale (con un utilizzo consapevole del 75%), i dati suggeriscono che i livelli di aderenza non raggiungono ancora gli standard attesi. Mantenere l'attenzione sulla dieta e seguire i consigli medici relativi al controllo del peso corporeo (consigliato al 76% degli ipertesi e al 74% di chi ha colesterolo alto) e all'attività fisica, restano passaggi essenziali per mitigare il rischio cardiovascolare. (n.m.)

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