Attualmente, cinque italiani su dieci dichiarano di fare attenzione o cercare di ridurre la quantità di sale assunta a tavola, nella preparazione dei cibi o nel consumo di alimenti conservati. Questa attenzione, tuttavia, non è distribuita uniformemente nella popolazione. L’uso consapevole del sale è più frequente tra le donne (62% rispetto al 52% degli uomini) e tra le fasce d'età più mature, raggiungendo il 65% tra i 50-69enni, in netto contrasto con il 45% riscontrato tra i giovani di 18-34 anni.
Si registra anche un significativo divario geografico e socio-economico. L'attenzione al consumo di sale è maggiore tra coloro che risiedono al Nord, con uno scarto di ben 10 punti percentuali rispetto al Sud (62% contro 52%), ed è più frequente tra le persone con un maggiore livello di istruzione.
Consigli specifici per patologia
L’eccesso ponderale gioca un ruolo chiave nell’aumento di patologie metaboliche e cardiovascolari. L'ipertensione, che colpisce il 33% dei 50-69enni, supera il 28% tra le persone in sovrappeso o obese. Per coloro che hanno ricevuto una diagnosi di ipertensione, la maggioranza (83%) ha ricevuto il consiglio di diminuire il consumo di sale come strumento di controllo della pressione arteriosa.
Anche l'ipercolesterolemia, associata all'età e all'eccesso ponderale (riferita dal 24% tra le persone in sovrappeso o obese), richiede modifiche dietetiche precise. Per contrastare il colesterolo alto, la stragrande maggioranza (86%) dei pazienti riceve il consiglio di consumare meno carne e formaggi, mentre il 77% è incoraggiato a introdurre più frutta e verdura.
Iodio: un dato positivo
Un elemento positivo emerge riguardo la consapevolezza del sale iodato. Complessivamente, il 78% degli italiani intervistati sceglie di utilizzare il sale iodato, un notevole incremento rispetto al 67% registrato nel 2015. La maggioranza ne fa un uso abituale, con il 47% che lo usa "sempre" e il 15% "spesso".
Nonostante i progressi nella consapevolezza, specialmente tra coloro con malattie croniche come l'ipertensione, per cui la riduzione del sale è fondamentale (con un utilizzo consapevole del 75%), i dati suggeriscono che i livelli di aderenza non raggiungono ancora gli standard attesi. Mantenere l'attenzione sulla dieta e seguire i consigli medici relativi al controllo del peso corporeo (consigliato al 76% degli ipertesi e al 74% di chi ha colesterolo alto) e all'attività fisica, restano passaggi essenziali per mitigare il rischio cardiovascolare. (n.m.)
