I risultati della ricerca, condotta su un campione di popolazione tra i 35 e i 74 anni in 17 Regioni italiane, evidenziano un divario di genere ma una comune tendenza all’eccesso. In media, gli uomini consumano 9,3 grammi di sale al giorno, mentre le donne si attestano su 7,1 grammi. Entrambi i valori superano abbondantemente la soglia dei 5 grammi quotidiani indicata dall’Organizzazione mondiale della sanità come limite massimo per proteggere la salute.
A preoccupare è soprattutto la scarsa percentuale di chi segue le linee guida: appena l’11% degli uomini e il 24% delle donne riesce a non superare il limite raccomandato. Sebbene tra il 2008 e il 2019 sia stato registrato un calo del consumo medio del 12%, grazie a programmi ministeriali come "Guadagnare Salute", i dati attuali mostrano una situazione sostanzialmente stabile rispetto al biennio 2018-2019.
I rischi per la salute
Ridurre l’apporto di sodio non è solo una scelta dietetica, ma una vera e propria strategia di prevenzione. Gli esperti sottolineano come un consumo eccessivo sia direttamente collegato all'insorgenza dell'ipertensione e delle malattie cardiovascolari. Inoltre, limitare il sale aiuta a prevenire patologie renali, l'osteoporosi e persino alcune tipologie di tumori.
Per invertire questa tendenza, la World action on salt, sugar and health suggerisce cinque azioni concrete da adottare quotidianamente:
- sostituire il sale con erbe aromatiche, spezie, aglio e agrumi per insaporire le pietanze;
- preferire prodotti freschi e, se si utilizzano legumi o verdure in scatola, scolarli e risciacquarli abbondantemente;
- imparare a leggere le etichette nutrizionali per individuare e scegliere i prodotti meno salati;
- ridurre progressivamente la quantità di sale aggiunta durante la preparazione dei cibi;
- eliminare l'abitudine di portare a tavola saliera e salse salate.
